Sotto il nuraghe le cinque stelle del Color Sound
SANT’ANNA ARRESI. Suoni, luci e colori. Un progetto interessante che vede, nella quinta serata di “Ai confini tra Sardegna e Jazz” un combo di cinque elementi dai nomi altisonanti. Greg Burk al...
SANT’ANNA ARRESI. Suoni, luci e colori. Un progetto interessante che vede, nella quinta serata di “Ai confini tra Sardegna e Jazz” un combo di cinque elementi dai nomi altisonanti. Greg Burk al pianoforte e moog, Rob Mazurek alla cornetta, Marc Abrams al contrabbasso, Enzo Carpentieri alla batteria e Michele Sambin al digital painting. Solar Sound, questo il nome del progetto che verrà presentato questa sera, a partire dalle 21.30 in Piazza del Nuraghe, fortemente voluto da Burk e Mazurek. I due hanno richiamato alcuni dei musicisti con i quali avevano già collaborato con l'intenzione di creare arte visiva con la musica, suonata rigorosamente dal vivo, così come i dipinti che verranno eseguiti dall'eclettico artista e musicista Michele Sambin. Suonare l’immagine e viceversa, prendere i segni visivi e metterli in dialogo con i segni sonori per mezzo di un dispositivo visivo.
Da non perdere l'apertura della serata che sarà affidata al Trio Lok3, ovvero Alexander Von Schlippenbach e Aki Takase entrambi pianisti nonché coniugi e il figlio musicale adottivo Dj Illvibe. Dalla musica elettronica di Berlino all'avant-jazz di Colonia e poi la breakbeat di Detroit e l’atmosfera cabaret di Parigi. Una sorta di viaggio in treno, o meglio in locomotiva in cui in ogni stazione si cambia genere, tempo e sonorità.
Decisamente più rilassanti i ritmi della giornata di sabato. Il cartellone del Festival organizzato da Punta Giara ha regalato due esibizioni di rara intensità. Romantici e melanconici ma anche decisi e coinvolgenti i diciassette musicisti dell'Andromeda Mega Express Orchestra. Eccellente esecuzione accademica diretta dal maestro, sassofonista e clarinettista Daniel Glatzel. Repentini cambi di tempo e genere, dal caos dell'improvvisazione alla melodia che richiama la musica classica. Ad alto livello emozionale, il toccante set del pianista Matthew Shipp nel suo Piano Solo. Un tributo al sassofonista David Spencer Ware scomparso quattro anni fa. Insieme, ebbero l'occasione di esibirsi in Duo nel 2004 in un indimenticabile concerto che fu registrato con l'intento iniziale di pubblicare una compilation incentrata sulle composizioni di Eric Dolphy e farne così un tributo. Manna dal cielo per la Fidelity records che insieme all'Associazione Punta Giara hanno prodotto un cd con l'intera performance, presentata sabato mattina nei locali del ristorante “La Peschiera” a Porto Pino. «Suonare in Duo – spiega lo stesso Shipp – era una rarità ma sempre eccezionale. Abbiamo condiviso lo stesso palco in quartetto per sedici anni ma con quella formazione ci siamo esibiti solo tre volte. E' stata una vera fortuna – conclude – avere quella registrazione». Stessa location per la presentazione al pubblico del libro “Billy! La vita e la musica di Roberto Billy Sechi, batterista jazz (1959 – 2005)” a cura di Claudio Loi.
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