L’arte di Ericailcane sui muri dell’isola
Il famoso street artist dipinge i suoi murales a San Gavino. «La tartaruga di Sassari? Bello che ognuno abbia le sue idee»
SAN GAVINO. Dalla tartaruga di Sassari all’asino di San Gavino. C’è sempre un animale nell’estro artistico di Ericailcane, il giovane cultore di street art originario di Belluno che con i suoi murales ha ormai raggiunto valenza internazionale.
In questi giorni il suo pennello magico era in azione a San Gavino nell’ambito dell’evento “Uno spruzzo di arte colore 2016” che il gruppo spontaneo di appassionati di street art “Non solo murales di San Gavino Monreale, paese d’artisti”, composto da una quindicina di giovani, sta portando avanti da alcuni anni.
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«Il nostro è un comitato spontaneo nato per abbellire il paese – precisano Ivan Licari e Riccardo Pinna –, combattiamo il degrado urbano, non solo con i murales (una ventina finora quelli realizzati), ma anche con interventi di edilizia nelle piazzette e nelle strutture fatiscenti. Il tutto gratuitamente, con il sostegno di cittadini e commercianti generosi e l’appoggio dell’amministrazione comunale». All’evento 2016 partecipano altri due apprezzati esponenti internazionali dell’arte di strada, il messicano Spaik e la colombiana Bastardilla, anche loro impegnati nella creazione di una propria opera in grandi facciate di edifici del paese.
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Dietro le quinte, in veste di direttore artistico dell’intero evento, un altro grande della street art internazionale: Giogio Casu, in arte “Jorghe”, che però a San Gavino gioca in casa essendoci nato e tornandoci appena gli impegni pittorici in tutto il mondo glielo consentono. La star dell’evento in corso è fuori dubbio Ericailcane, reduce dalla performance di street art realizzata un anno fa a Sassari, dove in piazza Sant’Antonio, nella facciata dell’ex hotel Turritania disegnato da Vico Mossa ha dipinto una tartaruga gigante che arrivando dal mare schiaccia le ciminiere degli stabilimenti industriali di Porto Torres.
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Sulla corazza il verde intenso della natura sarda e le candele che rendono omaggio a Sassari rievocando la Discesa dei candelieri. Un’immagine simbolica della forza della Sardegna tutta contro l’invasione devastatrice industriale che però a Sassari non a tutti è piaciuta. Sul web non sono mancate le polemiche. Ericailcane, che finora alle critiche piovute non aveva inteso rispondere, a San Gavino fra una pennellata e l’altra qualcosina l’ha detta, premettendo comunque che «non mi piace parlare, perché se parlo vuol dire che non è sufficiente quello che dico con il pennello». E tornando alla sua tartaruga sassarese aggiunge seraficamente. «E’ bello che ognuno abbia una interpretazione soggettiva – dice Ericailcane -, questi grandi interventi murali coinvolgono il complesso urbano e quindi possono piacere o non piacere, ed essere anche usati per fini strumentali. Sono opere permanenti, figli che lascio agli altri. Se non piacciono, si cancellano».
Non sarà oggetto di critiche, stando ai pareri entusiastici unanimi, l’asino con carretto di circa 80 metri quadrati che ha appena finito di dipingere a San Gavino in via Torino, angolo viale Trieste. Perché l’asino, quale messaggio vuole stavolta lanciare Ericailcane? «Nessuno – precisa –, qui mi hanno detto che tanto tempo fa c’era un mulino e che gli asini con i carretti carichi di grano andavano e venivano. Solo una rievocazione storica».
Se lo street artist di Belluno ha concesso uno stringato commento, barricata in se stessa e perfino aspra con chi la guardava a distanza, la giovane Barbadilla, che con Ericailcane divide passione artistica e sentimenti.
Il suo murales, in via Roma angolo via Monreale, è a doppia lettura: di giorno prevale l’immagine di un fiore di zafferano (simbolo di San Gavino), mentre sotto gli effetti di un lampione della illuminazione pubblica sottostante si trasforma in una donna con folta chioma e bambino in spalla. Un effetto visivo davvero straordinario che sta già riscuotendo notevole apprezzamento da parte dei cittadini e degli appassionati che arrivano a San Gavino. Come pure i coloratissimi delfini dipinti da Spaik sulla parete di un edificio comunale fra piazza Risorgimento e via Dante. «E’ una animale speciale – spiega lo street artist –, molto simile all’uomo. Trasmette universalmente gioia, allegria di gruppo, dolcezza e affetto».
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