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La Di Giacomo salva l’onore dell’Italia

Federica Di Giacomo salva l’Italia. La regista spezzina vince il premio per il miglior film nella sezione Orizzonti, unico riconoscimento ufficiale al cinema italiano della 73ª Mostra di Venezia....

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Federica Di Giacomo salva l’Italia. La regista spezzina vince il premio per il miglior film nella sezione Orizzonti, unico riconoscimento ufficiale al cinema italiano della 73ª Mostra di Venezia. «Forse il diavolo ci ha messo lo zampino» dice lei, non senza un velo di ironia visto che il suo documentario, “Liberami”, è dedicato ai preti esorcisti della Diocesi di Palermo. Il film è il frutto di un lavoro della regista durato tre anni, nel corso dei quali ha seguito le vicende di alcune persone che non sanno come chiamare il proprio disagio o la propria dipendenza da qualcosa (droga, gioco) e che, dopo una via crucis costellata di stazioni scientifiche (la medicina tradizionale), magiche ed esoteriche, sono pronte a individuare Satana come causa della loro malattia di vivere e ad affidarsi a riti religiosi di liberazione, come quelli che celebra, collettivamente o privatamente, padre Cataldo, veterano degli esorcismi che accoglie decine di posseduti ogni giorno. E proprio al prete palermitano, Federica Di Giacomo ha dedicato la vittoria: «Un uomo dotato di una sana ironia che mi ha permesso di vivere un’esperienza straordinaria insieme alle persone che mi hanno regalato pezzi intimi della loro vita». Un fenomeno quello degli esorcismi sempre più frequente se è vero che in tutta Europa il numero di esorcisti è in costante aumento, tanto da indurre la Chiesa a organizzare persino un call center per gestire l’emergenza. Con uno sguardo antropologico, “Liberami” segue, evitando giudizi, le storie di alcuni posseduti, senza rinunciare a rappresentare casi di esilarante assurdità, come i riti praticati al telefono, o le richieste di “liberazione” quando il bambino non vuole frequentare la scuola. Una esperienza che Federica Di Giacomo emancipa dalla semplificazione dell’immaginario horror, anche se non mancano i casi di alterazione della voce, di occhi rovesciati, di reazioni al crocifisso e all’acqua santa. (m.c.)

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