La Nuova Sardegna

Migrazioni e identità in due mostre a Sassari

di Antonio Mannu
Migrazioni e identità in due mostre a Sassari

Foto, alla Frumentaria “Krisis” di Daniele Pischedda e il progetto “Madre Terra, Terra Matrigna”

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SASSARI. Saranno inaugurate oggi a Sassari, alle 18 al Palazzo della Frumentaria , due mostre fotografiche che fanno entrambe parte del circuito «A.banda». Si tratta di un’iniziativa dedicata a fotografi sardi che affianca la rassegna Menotrentuno, la quale invece propone, in Sardegna, i lavori di giovani talenti europei. Entrambi gli eventi sono organizzati da Su Palatu-Fotografia e curati da Sonia Borsato e Salvatore Ligios.

Le mostre sono una collettiva, intitolata “Madre Terra,Terra Matrigna” ed una personale, “Krisis”, un lavoro del sassarese Daniele Pischedda dedicato a raccontare la comunità musulmana della città. Questa mostra in realtà è stata già presentata in città nel luglio scorso, quando le foto di Pischedda sono state esposte, per qualche giorno, lungo corso Vittorio Emanuele. Poi ci sono stati dei problemi di natura organizzativa ed oggi il lavoro di Pischedda viene riproposto all'interno di uno spazio istituzionale. “Krisis” presenta una parte di una più ampio ricerca documentaria sull'influenza che gli attuali e importanti flussi migratori hanno sulla nostra società. Un lavoro in fase di sviluppo che per l'autore nasce dalla curiosità verso culture differenti, “dal bisogno di conoscere più da vicino coloro che, pur abitandoci accanto, vengono spesso considerati “altri”, ospiti indesiderati” senza neppure il desiderio di meglio comprenderli, conoscendo le loro vite concrete, le comunità e le culture di provenienza. Dice Pischedda: «Il bisogno di confrontarmi con queste diversità mi ha spinto oltre i pregiudizi e la timidezza iniziali e mi ha consentito di ammirare costumi e abitudini così diverse dalle nostre e, per alcuni versi, così simili».

La collettiva “Madre Terra, Terra Matrigna” presenta invece immagini realizzate da Gabriele Fiori, Marco Grechi, Alessandro Marongiu, Antonio Ruzzoli e Marco Sanna che, con le loro eterogenee fotografie, che propongono paesaggi, ritratti, maschere della tradizione, immagini di sapore documentaristico e ambientamenti onirici, ambiscono ad indagare il loro personale rapporto con la Sardegna, una terra forse non sempre percepita come “madre amorevole”. Così almeno sembra intendere il titolo della mostra.

Entrambe le mostre sono organizzate da Mastros de Lughe, associazione di cui fanno parte tutti gli autori delle immagini. L’iniziativa ha il sostegno di Appeddu Arredamenti, Cantina Murales di Olbia e Caffè 1903. Le mostre saranno visitabili fino al 23 settembre.

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