Musica, l’algherese Claudia Crabuzza finalista alle “Targhe Tenco”
Inserita nella cinquina della categoria album in dialetto con il disco “Com un soldat”. Si fermano al primo turno Salmo, Claudia Aru, Simona Salis e Cristian Marras
ALGHERO. Fino a due giorni fa erano in cinque: Salmo da Olbia con “Hellvisback”; Claudia Aru da Villacidro con “Momoti”; Simona Salis da Cagliari con “Janas e Dimonius”; Cristian Marras, di Luras, con il collettivo Ergot Projec e la loro rilettura, “Beat-less”, di brani imprescindibili dei Beatles; Claudia Crabuzza di Alghero con “Com un soldat”. Tutti e cinque candidati - in diverse categorie - alle Targhe Tenco, quelle che dal 1984 sono il riconoscimento più prestigioso per la musica italiana d’autore, assegnate tutti gli anni da una giura di duecento giornalisti ed esperti musicali. C'è poi anche il Premio intitolato al cantautore piemontese, ma viene assegnato alla carriera, e i cinque sardi al momento sono troppo giovani. Comunque da ieri, per quattro di loro resta la soddisfazione, grandissima, di essere stati notati, con lavori usciti nell'ultimo anno, dai massimi esperti italiani. Solo Claudia Crabuzza, però, da adesso fino ad ottobre dovrà lottare con il batticuore di chi resta in gara. Il suo “Com un soldat”, primo disco solista uscito la scorsa primavera, dopo una lunga avventura che ancora continua con i Chichimeca, è infatti nella cinquina della categoria dischi in dialetto. Una delle cinque in cui si suddividono le Targhe Tenco, insieme a quelle dedicate all’album dell'anno, all’opera prima, alla migliore canzone, agli interpreti di canzoni non proprie. Nella sua categoria, la cantautrice di Alghero è in ottima compagnia. In gara ci sono gli Almamegretta; Stefano Saletti e la Banda Ikona; James Senese e Napoli Centrale; Daniele Sepe. Predominano le sonorità napoletane, ad eccezione del collettivo di Saletti che utilizza una sorta di esperanto. Un’altra meno combattiva di Claudia Crabuzza si sarebbe forse intimorita. Lei, invece, pur negando scaramanticamente qualunque previsione, dice di avere già «il massimo della vittoria che mi ero prefissata. Nonostante in gara ci fossero tanti nomi cosi importanti ci ho sperato tanto».
E ha fatto bene, visto i risultati. E poi chissà che, proprio il fatto di essere probabilmente la meno nota non le dia «una chance perché sono l'unica che ha ancora tanta strada da fare davanti». Intanto, però, il suo “Com un soldat” sta andando molto bene e questa estate Claudia ha vinto, grazie a uno dei brani del disco, “L'altra Frida”, il premio Botteghe d'autore di Albanella ed è stata selezionata tra i finalisti del prestigioso Premio Andrea Parodi. Il disco è il suo primo scritto interamente in algherese, ma la cantante ha per questa lingua un amore di lunga data, visto che per anni è stata tra gli organizzatori del premio intitolato al cantautore di Alghero Pino Piras.
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