La Rai porta il Prix Italia a Lampedusa
Antonio Campo Dall’Orto: «Incrociamo la realtà là dove le storie cominciano»
ROMA. Portare il Prix Italia a Lampedusa «è un altro passo sulla strada che il servizio pubblico sta facendo per avvicinare le persone al racconto», che è «il miglior strumento di inclusione. Raccontare le storie delle persone, aiuta a superare le paure». Lo ha detto il direttore generale della Rai Antonio Campo Dall'Orto, alla presentazione della 68/a edizione del Prix Italia, il riconoscimento, organizzato dal servizio pubblico, dedicato a prodotti radiotelevisivi, più antico al mondo, che quest'anno si svolgerà sull'isola siciliana, con un'anteprima il 29 settembre e il via dal 30 settembre al 2 ottobre.
Titolo di quest'anno “Historytelling, Now”. «Sarà un'edizione più asciutta, lunga tre giorni invece di cinque, con meno carne al fuoco ma di qualità molto elevata» ha spiegato il segretario generale del Prix Vittorio Argento. Protagonisti 210 programmi in concorso da 28 Paesi e 44 emittenti: 98 per le tre sezioni tv, 84 per le tre sezioni radio e 28 per il web. Spazio inoltre, fra gli altri, a Ylab (laboratorio per la generazione y, che racconterà l'isola attraverso nuove tecnologie), e i focus su big data e realtà virtuale. «Portiamo il premio ad incrociare la realtà là dove le storie iniziano, visto che uno dei più grandi racconti di oggi è quello delle persone in movimento, della gente in cammino» ha spiegato Monica Maggioni, presidente della Rai. « Si darà grande spazio all'innovazione. Tutto nello spirito del Prix Italia vedere le storie sempre con uno spirito nuovo» ha aggiunto. Il Prix Italia si concluderà il 2 ottobre con la proiezione di Fuocoammare di Gianfranco Rosi.
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