La Nuova Sardegna

“Todo modo”, il film maledetto di Elio Petri

di Fabio Canessa
“Todo modo”, il film maledetto di Elio Petri

Domani ad Alghero chiude la rassegna “Cinema al Forte”

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ALGHERO. Chi ancora pensa che certi film da festival non fanno altro che allontanare il pubblico dalle sale (il Leone d’oro al filippino Lav Diaz all’ultima Mostra di Venezia ha rilanciato la discussione a proposito) non deve essere passato nei giorni scorsi ad Alghero, al Forte della Maddalena che sta ospitando la rassegna “Cinema al Forte” curata dalla società L’ultimo spettacolo. Non basta l’ingresso gratuito alle proiezioni a giustificare la media di 350 spettatori a film calcolata dagli organizzatori. C’è sicuramente dietro anche una voglia di cinema diverso, quello che si fatica a vedere su grande schermo per via di una distribuzione miope e ben poco coraggiosa. Così film importanti passati ai festival di Cannes (“Il figlio di Saul” di Laszlo Nemes, “Il regno d’inverno” di Nuri Bilge Ceylan, “Sils Maria” di Olivier Assayas), Berlino (“La comune” Thomas Vinterberg) e Venezia (“Ti guardo” di Lorenzo Vigas) hanno richiamato tante persone. Appassionati che domani, per la chiusura della rassegna, potranno vedere un film non recente come questi, ma che ha una nuova veste grazie al restauro della pellicola da parte del Cineteca di Bologna. Un capolavoro dimenticato firmato da Elio Petri nel 1976: “Todo modo”.

L’appuntamento è sempre alle 21 al Forte della Maddalena con questo film (tratto dall’omonimo romanzo di Leonardo Sciascia) straordinario. Un ritratto impietoso, grottesco, surreale della classe dirigente italiana. E un’opera profetica nel racconto del personaggio il Presidente, ispirato ad Aldo Moro. Ruolo affidato a un Gian Maria Volonté che dimostra, forse mai in maniera così evidente, la sua ineguagliabile abilità mimetica.

La vicenda si svolge mentre nel Paese dilaga una terribile epidemia. Un centinaio di notabili del partito che da trent’anni governa l’Italia si riunisce in un convento-albergo con la scusa di partecipare a un corso di esercizi spirituali condotto da Don Gaetano, un severo gesuita (il titolo deriva dalla citazione “Todo modo para buscar la voluntad divina” di Sant’Ignazio di Loyola) che ha il volto di Marcello Mastroianni . In realtà il vero scopo della riunione è quello di concordare una nuova spartizione del potere e l’atmosfera è ben presto funestata da morti misteriose. Le inquietanti musiche di Ennio Morricone accompagnano lo sviluppo della trama, con in scena un gruppo di attori straordinari. Oltre a Gian Maria Volonté e Marcello Mastorianni ci sono Ciccio Ingrassia, Mariangela Melato, Michel Piccoli (che interpreta Lui, il personaggio ispirato ad Andreotti), Franco Citti, Renato Salvatori.

Un capolavoro scomodo, bandito dalle sale poco dopo l’uscita, reso ancora più invisibile dopo il delitto Moro e riemerso dopo quasi quarant’anni, dove Elio Petri regala lezioni di regia in ogni scena sfruttando pienamente l’affascinante ambientazione messa in piedi da Dante Ferretti a Cinecittà (dopo aver effettuato con Petri sopralluoghi nell’isola, in Gallura). Un film dalla grande forza espressiva che porta lo spettatore in un’atmosfera straniante, in un clima onirico, carico di simbolismi, all’interno di una narrazione che spinge alla riflessione sul potere e la politica in Italia.

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