Clara Sanchez ospite al Premio Dessì: «Il successo è condividere i sentimenti coi lettori»
SASSARI. Sandra è tornata. Più matura, consapevole, più propensa ad aprirsi verso il mondo. Anche Julian è tornato, accompagnato dalla sua ossessione, stanare il boia di Mauthausen, accompagnata...
SASSARI. Sandra è tornata. Più matura, consapevole, più propensa ad aprirsi verso il mondo. Anche Julian è tornato, accompagnato dalla sua ossessione, stanare il boia di Mauthausen, accompagnata dalla consapevolezza di avere sempre meno tempo a disposizione per completare la sua missione. Cinque anni dopo il clamoroso successo ottenuto con “Il profumo delle foglie di limone”, la scrittrice spagnola Clara Sanchez propone ai suoi fans “Lo stupore di una notte di luce”, secondo capitolo di una storia avvincente che non si era chiusa con l’ultima pagina del precedente libro e forse, anche se è troppo presto per dirlo, non finirà nemmeno con l’ultima di questo volume freschissimo di stampa (è uscito giusto una settimana fa, sempre per Garzanti).
Clara Sanchez è anche una delle ospiti più attese della settimana del Premio Dessì, che la vedrà ospite mercoledì 21 alle 19 in piazza Zampillo. Insegnante universitaria, la Sanchez si è affacciata al mondo della letteratura occupandosi di prefazioni alle opere di autori stranieri e lavorando a sceneggiati per la tv, alla fine degli anni Ottanta ha poi scritto il suo primo libro (“Piedras preciosas”, inedito in Italia) ma per il successo ha dovuto aspettare qualche anno e non ha mai nascosto di considerare molto formativo questo suo percorso. Il successo mondiale è arrivato cinque anni fa con “Il profumo delle foglie di limone”, thriller psicologico che ha come protagonista che racconta le vicende di Sandra, una trentenne incinta che, incerta sul proprio futuro, si trasferisce in una località sulla costa spagnola. Nella cittadina incontra una coppia di anziani tedeschi che la accoglie come una figlia, i quali però hanno un passato torbido alle spalle perché sono in realtà due nazisti in fuga. A fare la rivelazione-choc alla ragazza è Julian, un ottantenne sopravvissuto ai campi di concentramento. E sono ancora loro i protagonisti principali de “Lo stupore di una notte di luce”, che prende vita qualche anno dopo la conclusione della prima storia. E quindi con dinamiche personali rivisitate ed evolute, la battaglia contro i nazisti non è finita e stavolta al centro della storia c’è il figlio di Sandra: «Se avessi scritto questo libro un anno, o due, dopo “Il profumo delle foglie di limone” non sarebbe stato così bello. Attendere cinque anni mi è servito per scrivere un romanzo sicuramente migliore» dice al telefono, assistita dall’interprete Lorenza Del Testo.
Che cosa l’ha spinta a scrivere, dopo cinque anni, il seguito di un libro che è stato un successo planetario?
«Sono stati loro, Sandra e Julian, a chiedermelo. Loro sono i personaggi più forti che io abbia mai creato, sono rimasti dentro di me, li sentivo dire “perché ci lasci così appesi?”. E poi c’erano i lettori che continuamente mi facevano domande, mi incitavano a riprendere il filo. In tutti questi anni sono maturate dentro di me tutte le cose che trovate in questo libro, ecco perché è meglio che sia venuto alla luce adesso».
“Il profumo delle foglie di limone” in Italia ha venduto un milione di copie ed è rimasto in classifica cinque anni: si aspettava un successo simile?
«Sono molto felice di come è andato e in particolare di quanto è stato apprezzato in Italia. E sono contenta che una casa editrice come Garzanti si sia interessata a me e abbia organizzato il tour di presentazione in Italia, un paese che ho sempre apprezzato e che continua ad affascinarmi. È stato regalo che mi ha unito a tantissimi nuovi lettori e all’Italia».
Qual è l’evoluzione di Sandra e Julian in questo nuovo libro?
«Sandra è più consapevole, ha smesso di guardarsi l’ombelico, non è più concentrata solo su se stessa. Adesso è concentrata sul fatto che ha qualcosa di molto prezioso da proteggere: suo figlio. Julian ormai è un uomo anziano, con tutte le sue difficoltà, sa che ha davvero poco tempo a disposizione per raggiungere il suo obiettivo. Ma sa anche che per salvare il figlio di Sandra c’è un segreto da scoprire e non può mettersi scrupoli».
La storia finisce qui o c’è spazio per una nuova puntata?
«Onestamente non posso saperlo, sono troppo occupata con la promozione di questo libro. Però è vero che ci sono comunque alcune cose che restano sospese, chissà...».
La letteratura e l’editoria sono in un momento strano: è facilissimo scrivere un libro ed è sempre più difficile diventare scrittori di successo. Come la vede un’autrice come lei?
«Ogni volta che scrivo un libro la sfida, per me, è fare in modo che contenga le ultime cose che ho assimilato, le emozioni, i sentimenti. Se poi diventerà un successo o meno è qualcosa che non posso controllare e a dire il vero non posso nemmeno correre dietro il successo perché impazzirei. Il successo, però, significa che sono riuscita a condividere coi lettori le emozioni e i sentimenti che ho messo dentro il libro e questo per me è fonte di una grande felicità».
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