Cristiana Collu: «La mia rivoluzione»
La direttrice presenta domani i nuovi allestimenti con una mostra e un live di Paolo Fresu
SASSARI. La Galleria nazionale d’arte moderna e contemporanea, diretta da Cristiana Collu, inaugura domani le sue sale e taglia il nastro di un profondo processo di trasformazione.
Un processo che è cominciato nel novembre 2015. «I primi mesi sono stati dedicati all’auscultazione del respiro, del battito e del polso, non solo delle persone che abitano questa Galleria ma anche dell’edificio – ha scritto Collu in un suo intervento sulla rivista Domus – della sua architettura e del suo rapporto con la città, con il territorio, con il nostro paese e con le altre istituzioni internazionali». A giugno riaprendo alcuni spazi della Gnam Cristiana Collu ha voluto restituire alla sale – che nella loro storia hanno raccolto l’arte moderna e visto irrompere il contemporaneo – le forme originarie della Galleria. Come ha dichiarato alla stampa a giugno: «Nulla è stato aggiunto, è stata tolta solo una patina opaca a tutto». Via i grandi tendaggi e le luci artificiali, le grandi vetrate hanno rimesso in relazione gli spazi esterni – con i grandi giardini e la scalinata – con gli interni bianchi che adesso sono di nuovo invasi dalla luce del sole. L’ingresso nelle prime sale è libero, amichevole e si può frequentarle anche solo per un caffè. Le esposizioni sono separate da una leggera cesura che lascia intravedere la mostra.
La Galleria rinnovata propone un’esposizione, il cui titolo cita i versi dell’Amleto di Shakespeare “The time is out of joint”. Il tema è uno di quelli cari al pensiero di Cristiana Collu: l’elasticità del concetto di tempo, un tempo non lineare, ma stratificato. Riflessione in parte posta a Prato nel 2011 dal Man diretto dalla Collu con “Sfogliare il tempo”. O al Mart di Rovereto con “l’Altro ritratto”, dove il Rinascimento di Antonello da Messina ha dialogato con l’arte di oggi perché: «Il passato, il contemporaneo il divenire sono percezioni che nello spazio magico del museo possono anche interrompersi» come aveva dichiarato in quella occasione Cristiana Collu, e come sostiene oggi alla Gnam: «Il definitivo abbandono di qualsiasi linearità storica, per una visione che dispiega, su un piano sincronico, le opere come sedimenti della lunga vita del museo: da Giacomo Balla, Gustav Klimt, Lucio Fontana, Alberto Giacometti a Cristina Lucas, Adrian Paci, Sophie Ristelhueber, per citarne alcuni».
La creatività della Sardegna sarà presente domani a Roma con un’altra eccellenza, in occasione dell’inaugurazione della mostra torna il jazz d’autore, la scalinata della Galleria si trasforma nuovamente in un palco con il live di Paolo Fresu e Gianluca Petrella.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google