Moda, una tesi di laurea ispirata a Edina Altara
Dedicato all’artista sassarese il lavoro di una creativa di Ovodda che ha studiato all’Accademia del Costume di Roma
SASSARI. Il suo sogno è aprire una maison di moda per raccontare, attraverso i suoi abiti, il suo mondo, le sue storie, i suoi viaggi. Per ora, Michela Vacca, giovane creativa di Ovodda, ha ottenuto il punteggio massimo per una tesi di laurea all'Accademia Costume & Moda di Roma, una delle 50 accademie di moda migliori al mondo. Il suo lavoro è uno straordinario omaggio all'artista sassarese Edina Altara (1898-1983) e si conclude con una collezione di moda ispirata alla vita e alle opere di questa pittrice che negli ultimi anni sta vivendo una continua riscoperta, con mostre e articoli su giornali e riviste. Il lavoro di Michela Vacca, a oggi, è il più completo per quanto riguarda la ricostruzione del lavoro di Edina Altara. In questa tesi, che supera le 200 pagine e che è intitolata "Edina Altara: l'artista dai mille volti", è ripercorsa minuzionsamente, con centinaia di immagini, la carriera artistica di questa donna straordinaria.
«Nella mia tesi - spiega Michela Vacca - ho voluto analizzare la figura affascinante e poliedrica di Edina Altara, artista nata in Sardegna alla fine dell’Ottocento che, con il suo lavoro, si è espressa nell’ambito nazionale delle arti applicate, spaziando dai collage di carte colorate, ai giocattoli di carta, all’illustrazione, alla moda, alla ceramica, alla pittura, fino alla decorazione d’interni. Un percorso variegato, quello di Edina, che ha attraversato quasi tutto il Novecento, affrontando il mutare dei tempi e delle mode sempre da posizioni d'avanguardia. Edina ha scontato le conseguenze dell'emarginazione che le donne nel campo dell'arte hanno fortemente subito sino agli ultimi decenni del Novecento. Per Edina, come per tante sue colleghe, la scelta creativa ha coinciso con una scelta di vita, duramente pagata con la solitudine e una costante incertezza economica».
Michela Vacca, che in casa ha sempre respirato arte, grazie alla passione per la ceramica della madre e per la musica del padre, per questa tesi ha creato una intera collezione di moda dedicata a Edina. «Il suo essere donna, isolana e sarda la porta a simbolizzare in maniera esemplare i temi chiave del primitivo Novecento Sardo: il femminile, l’infantile e il popolare - spiega Michela -. Nelle opere dell’artista gli abiti tradizionali sono reinventati rivisitando la moda del periodo déco: i rigidi materiali, come l’orbace, filato, tessuto e utilizzato dalle donne di Sardegna, i piccoli ritagli di stoffa, i ricami e le cuciture diventano lo spazio di espressione di una inventiva “domestica” che si scontra con le rigide regole di un universo circoscritto ma raffinato. Edina si innesta in questo “fare” e la mia collezione si muove da questa premessa. Un’armonica fusione tra elementi, volumi e lavorazioni degli abiti tradizionali sardi, i sofisticati tagli compositivi geometrizzanti de sas palas, piccolo corpetto decorativo da portare sulla camicia, o de su mucadore, grande fazzoletto da capo decorato con frange e ricami, diventano complementi, tute, grembiuli, abiti, cappotti e pullover esprimendo una femminilità non sempre immediata, che “sguscia” fuori dalle forme geometriche, alcune volte molto rigide ma nobilitate da decorazioni e impreziosite da complesse cuciture fatte a mano. Le stampe realizzate con figure specchiate, ribaltate e rimpicciolite all’estremo fino a diventare delle texture, sono trasposte con una personale creatività e i macro ricami in lana fanno di ogni singolo capo un “pezzo unico”».
«Un’altra forte ispirazione della collezione arriva direttamente dalle morbide silhouette degli anni Quaranta - conclude Michela Vacca, che in questo lungo e meticoloso lavoro ha avuto il supporto del compagno, l'artista visivo Ignazio Cuga -. Sono anni in cui l’artista è assidua collaboratrice come illustratrice di moda per diverse importanti riviste, come la pontiana Bellezza, Lidel, Grazia, Fili-Moda, Per voi Signora, Rakam, Cuor d’Oro, solo per citarne alcune, o dalle raffinate composizioni per i grandi transatlantici dove ancora ritornano i lavori su commissione del designer e architetto Gio Ponti. La scelta cromatica estrapolata dalle opere dell’Altara si contamina con i collage».
Michela Vacca è nata a Nuoro nel 1991. Dopo il diploma all'istituto d'Arte "Francesco Ciusa", si è trasferita a Roma per approfondire i suoi studi nell'ambito della moda e del costume. Nel giugno 2014 ha realizzato una borsa "handmade" per la Fondazione Kennedy, venduta all'asta per beneficenza. Nel febbraio 2015 è arrivata, assieme alla modellista Chiara Niffoi, tra le otto finaliste del concorso "Vision To Come" promosso dal gruppo Calzedonia, categoria intimo, esponendo alcuni pezzi alla Triennale di Milano.
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