La Nuova Sardegna

Casa Gramsci diventa monumento nazionale

di Maria Antonietta Cossu

Ieri l’ok definitivo del Senato alla proposta di legge. Polemica e l’M5S vota contro: «È una scatola vuota, non ci sono i fondi»

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GHILARZA. «Con 161 voti favorevoli, 27 contrari e 31 astenuti il Senato approva». La formula di rito pronunciata ieri poco dopo le 17 ha sancito un risultato storico, che va oltre le finalità pratiche del riconoscimento dello status di monumento nazionale al Museo di Antonio Gramsci a Ghilarza. Un tributo trasversale all’uomo e allo statista che però non ha ricalcato un voto unanime. Gli esponenti del Movimento 5 Stelle hanno preferito andare controcorrente commutando il voto favorevole annunciato al mattino in un parere negativo pronunciato 27 volte. «Invece di stanziare fondi e darle l'importanza e il valore che merita, per lavarsi la coscienza le attribuisce il titolo di “monumento nazionale - è stata la spiegazione -, come se un'onorificenza e una targa potessero bastare per non farla morire. È un'ipocrisia che non abbiamo nessuna intenzione di avallare. Servono fondi, risorse e soprattutto un quadro chiaro dal punto di vista legislativo per definire cosa si intende per monumento nazionale».

Il “niet” dei pentastellati ha provocato una bufera tra gli inquilini dell’ Emiciclo. «Continuano la loro lotta politica di contrapposizione al Pd e al Governo in maniera aprioristica. Il classico “bastian contrario” che deve dire sempre l’opposto, a prescindere» ha commentato la senatrice del Partito Democratico Francesca Puglisi. Caustica la vicepresidente del gruppo Pina Maturani «Più va avanti la legislatura e più è un mistero la ratio dei loro comportamenti. Ma forse hanno in testa solo i frigoriferi». Per il presidente della commissione Cultura a Palazzo Madama, Andrea Marcucci, i grillini fanno solo ostracismo «Dai Cinque Stelle un’opposizione a tutto e su tutto». Caterina Pes, che ha dato impulso alla proposta di legge, ha definito quello raggiunto ieri un traguardo storico ma non ha nascosto il disappunto verso il Movimento, e in particolare nei riguardi della corregionale Emanuela Serra, per non aver condiviso il significato e l’alto valore simbolico dell’iniziativa. «La Casa Gramsci è un luogo di memoria, di storia, nel quale le vicende personali ed esistenziali di Antonio Gramsci si intrecciano, negli anni della sua formazione, con quelli della storia del nostro Paese. Questo Parlamento deve al Paese la memoria storica di Gramsci, lo deve al deputato sardo che fu ingiustamente arrestato dai fascisti». Ha dichiarato in tono commosso ricordando il contributo inestimabile dato anche alla produzione filosofica e letteraria: «È l’italiano più letto e conosciuto al mondo dopo Dante. Le opere di un intellettuale di questo calibro devono far parte della storia civile del nostro Paese e della cultura internazionale». «Questo provvedimento mette in capo alle istituzioni pubbliche importanti responsabilità per promuovere il pensiero di uno tra i più grandi e riconosciuti intellettuali del '900» ha sottolineato Luciano Uras. Concetto ribadito anche dall’esponente di Forza Italia Emilio Floris, che ha spiegato così il voto favorevole: «La sua opera non deve essere necessariamente condivisa da ciascuno di noi e in tutti i suoi aspetti, ma non possono essere disconosciuti la grandezza dell’uomo e il suo contributo alla formazione della cultura nazionale».

Alle ragioni di forma addotte dai grillini e a Maurizio Sacconi (Ap-Ncd), che si è astenuto sostenendo che «Su Gramsci e sulla sinistra italiana ancora non c’è una memoria condivisa», ha replicato il senatore Pd Ignazio Angioni «Vogliamo ricordare a noi e alle future generazioni un uomo, un pensatore, un politico e un pezzo di storia del nostro Paese che è giusto preservare qualunque sia il giudizio storico e politico che si voglia dare al suo pensiero». Il tributo è tardivo ma dovuto secondo il portavoce del Comitato Antonio Gramsci Ghilarza «È un riconoscimento del Parlamento al sacrificio di un suo componente, che giunge a 90 anni dall’arresto e dal carcere» ha rilevato Franco Atzori.

La nuova investitura del bene collettivo apre nuovi orizzonti, ai quali già da tempo guardava la Fondazione regionale Enrico Berlinguer, proprietaria della sede museale «Si apre ora una fase nuova-" ha annunciato il presidente Francesco Berria - La nostra Fondazione, la famiglia Gramsci Paulesu, l’Istituto Gramsci di Roma e il Comune di Ghilarza procederanno alla registrazione degli atti costitutivi della Fondazione Casa Museo Antonio Gramsci di Ghilarza».

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