“Bullied to Death” di Coda conquista anche Los Angeles
Il secondo film del regista cagliaritano premiato in tutte le rassegne oltreoceano Il 30 novembre proiezione speciale a Cagliari per ricordare Assunta Pittaluga
SASSARI. Il giro del mondo in ottanta giorni. O poco più. Dalla première mondiale a Melbourne in Australia, a luglio, fino alla prima europea di Cardiff, in Galles, pochi giorni fa. Passando più volte per gli Stati Uniti. Un percorso in diversi continenti e costellato di consensi e premi quello di “Bullied to Death”. Il secondo lungometraggio di Giovanni Coda segue quindi le orme del primo, “Il rosa nudo”, con il quale il regista cagliaritano aveva già conquistato critica e pubblico di tanti festival in tutto il pianeta.
«Sono molto felice degli ottimi risultati che il film sta ottenendo – racconta Coda – Non era facile bissare il successo mondiale ottenuto da “Il rosa nudo” e non era affatto scontato il risultato della scelta di estremizzare ulteriormente i codici del documentario fondendoli del tutto in un lavoro totalmente performativo. Ancora una volta abbiamo prodotto il film rivoluzionando completamente i sistemi di produzione cinematografica classici, fornendo al film una fruibilità totale con annessa la capacità di comunicare realmente a qualsiasi latitudine». Gli ultimi riconoscimenti in ordine cronologico arrivano per “Bullied to Death” dal Los Angeles Underground Film Forum e dal Forum Experimental che hanno omaggiato il film per la sua concezione visionaria e per l’unicità del contributo artistico. Menzioni speciali che arrivano subito dopo quella all'Iris Prize di Cardiff (per l’impegno sociale di cui il film si fa portatore e per la visionaria messa in scena di una tematica, quella del bullismo e della violenza omofoba, che attraverso un percorso onirico, privo di alcuna didascalia, arriva allo spettatore con forza dirompente) e all'Italian Film Festival Cardiff che ha voluto omaggiare gli attori Assunta Pittaluga e Sergio Anrò per la performance in “Bullied to Death”. «Purtroppo il 17 ottobre, mentre rientravo da Cardiff – racconta Giovanni Coda – ho appreso la triste notizia che Assunta Pittaluga era deceduta in mattinata. Sono stati momenti davvero difficili. Dopo tanti anni di sodalizio artistico e soprattutto di amicizia, questa perdita lascia un vuoto incolmabile in tutti noi e nel mondo della danza. Già nota per la sua scuola di danza, vera eccellenza nel panorama regionale, con generazioni di bambine hanno mosso i primi passi sulle sbarre di Palazzo Marini, Assunta era anche e soprattutto una straordinaria performer oltre che bellissima donna. Rigorosa e umile, al contempo, trasgressiva e spregiudicata come pochi artisti possono permettersi di essere. In ogni sua movenza, la classe. In ogni suo sguardo, la passione. Preziosa rarità, che quando la trovi è luce che disegna l’ignoto. Con me Assunta ha sempre interpretato sé stessa, illuminando con la sua furia creativa quei sogni cui era chiamata a dare vita. È cosi che la voglio ricordare. Il 30 novembre la omaggeremo a Cagliari con una proiezione speciale del film che aprirà il V- Art Festival».
Nel frattempo il film parteciperà anche al Florence Queer Festival e alla Mostra Internazionale di Cinema e Video - Invideo di Milano.
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