Scavi di Pompei, il rilancio passa per il buon cibo
POMPEI. Gli scavi di Pompei restaurati, con le nuove aperture di Domus che erano rimaste chiuse per decenni, esposizioni interne di suppellettili e calchi umani, con le opere dello scultore Igor...
POMPEI. Gli scavi di Pompei restaurati, con le nuove aperture di Domus che erano rimaste chiuse per decenni, esposizioni interne di suppellettili e calchi umani, con le opere dello scultore Igor Mitoraj, e ora con un itinerario che unisce cultura, storia e gastronomia, hanno donato una nuova immagine al Paese. Il ministro per i Beni culturali, Dario Franceschini, ne ha parlato ieri inaugurando a Pompei «Eat’Story - Da noi il cibo ha una storia». «Siamo passati – ha detto Frenceschini – da un’immagine negativa a una immagine molto positiva di riscatto e rilancio, grazie al lavoro del soprintendente Massimo Osanna insieme con i generali del Progetto Pompei, prima Nistri e ora Curatoli».
«Durante gli incontri internazionali – ha aggiunto Franceschini – mi domandavano di Pompei con la frase 'ce la farete?'. Oggi, invece, ricevo solo parole di apprezzamento per il lavoro svolto». Ora, dando seguito a un protocollo firmato con la Coldiretti un anno fa, parte un progetto innovativo che unisce una esposizione di prodotti locali a un itinerario di sontuose Domus pompeiane in cui sono visitabili le antiche coltivazioni di viti e di frutteti, cucine arredate con suppellettili rinvenute dagli scavi archeologici, esposizioni di cibo bruciato come pane e semi, che hanno restituito ai nostri giorni la testimonianza della cultura alimentare di 2000 anni fa. Inoltre, ogni martedì e sabato, fino al 31 dicembre, la Coldiretti propone il menù degli antichi romani ai visitatori del sito archeologico. Gustum, mensae primae e vinum saranno a disposizione dei visitatori che troveranno, nella Casina dell’Aquila, allestimenti di tutti gli alimenti solitamente utilizzati nelle pietanze pompeiane. Poi è anche possibile acquistare come souvenir delle preparazioni identiche a quelle rinvenute dagli archeologi, come il panis Pompeii o la scriblita (focaccia speziata), mandorle nel miele, olive e formaggi.
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