La nuova metamorfosi dei Camaleonti
Applausi a Cagliari e Carloforte: «Siamo una band senza tempo»
CARLOFORTE. Il tempo che passa, non sbiadisce il fascino di una delle più longeve formazioni della musica italiana. Sono i Camaleonti, impegnati nei giorni scorsi in due concerti molto applauditi a Cagliari e Carloforte. La band ha ancora due componenti originari: Livio Macchia (voce e basso) e Tonino Cripezzi (voce e piano), on stage insieme con Valerio Veronese (chitarra), Massimo Brunetti (voce a tastiere) e Massimo Di Rocco (batteria). Nell’esordio carlofortino, al cineteatro Mutua hanno fatto parte di un ricco programma che ha visto esibirsi, in avvio, le migliori voci isolane. Poi, sul palco sono saliti loro: sentire dal vivo “Io per lei”, “Applausi” o “L’ora dell’amore”, ha scatenato le emozioni del pubblico, soprattutto tra coloro che hanno già i capelli bianchi. Ma la band non si sente per nulla arrivata. Anzi. Così dopo la pubblicazione dell’antologia “50 anni di applausi”, pensa di riproporsi al grande pubblico in maniera soddisfacente, magari tirando fuori dal cilindro un successo inatteso.
«Le nostre – dice Livio Macchia – sono canzoni che si possono adattare a diversi generi. Mi hanno mandato una versione di “Applausi” fatta diversamente e ci è piaciuta molto. Sono brani che comunque alla gente sono rimasti nel cuore perchè, a parte i tempi di allora, che erano un po più leggeri di quelli attuali, si ricordano con tanto affetto. E questo ci fa davvero piacere. Da cinque decadi, questi successi ce li cantiamo e suoniamo con piacere, anche riarrangiandoli rispetto alle versioni originali».
Per Macchia, i tempi recenti sono più duri rispetto al passato, ma non privi di possibilità: «Nonostante le criticabili scelte del momento, per fare l'ultima raccolta c’è stato chi ha creduto in noi e ci ha consentito di pubblicare alcuni inediti. I talent show sfruttano i ragazzi e danno un brutto esempio. Se viene fuori qualcuno, altri mille soffrono. Meglio che i giovani si propongano senza concorsi dove ti dicono subito se sei bravo o meno. Tanto, poi è sempre la gente che decreta il tuo successo. Se dei ragazzi decidessero di rifare nostre canzoni, saremmo ben contenti. Qualche anno fa, ad esempio, ebbe grande successo il film “La prima cosa bella” di Virzì, con due nostre canzoni. Chissà cosa sarebbe accaduto se avesse vinto l’Oscar, al quale era candidato».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google