Shakespeare piace anche in versione teenager
Successo a Sassari di “Molto amore per nulla”, rivisitato in chiave moderna per i ragazzi delle scuole
SASSARI. Le opere di William Shakespeare sono classici intramontabili che da sempre stimolano la fantasia dei moderni. In particolare quest'anno nel 400° anniversario della morte del Bardo in tutto il mondo fioriscono omaggi al più acclamato e geniale drammaturgo di tutti i tempi capace ancora oggi di affascinare le giovani generazioni. Dedicato a Shakespeare anche il primo spettacolo del progetto scuole della Cooperativa Teatro e/o musica che ha presentato al teatro Civico una nuova produzione in prima regionale ispirata al celeberrimo “Molto rumore per nulla” che nella trasposizione di Emanuele Floris che ha curato la regia e la drammaturgia dello spettacolo diventa “Molto amore per nulla”.
Rivisitato in chiave moderna il lavoro mantiene intatta l'ironia , il gioco di intrecci, il ritmo serrato della versione originale mescolando ai testi del Bardo il linguaggio moderno e lo slang delle giovani generazioni. Diversi i nomi dei protagonisti, la storia e le ambientazioni. Nella versione 2016 di “Molto rumore per nulla” due teen-ager si incontrano su un’isola in apparenza disabitata. Lucrezia (Elena Idini) cattolica fervente, e Petrullo (Marco Demurtas) playboy incallito finiscono una tra le braccia dell’altro come nella più classica delle storie d’amore. Ignorano però i due giovanissimi amanti che a manovrare i loro sentimenti sia Cupido (Marta Chessa) in persona, Dio dell’amore che però è notoriamente cieco come una talpa. A movimentare il lato comico della vicenda sono infine due giovani contadini del luogo dai modi rozzi e ingenui , Fondo (Stefano Dioni) e Schiena (Marta Pedoni) che vogliono convolare a nozze pur essendo ignari di cosa significhi amare. Una volta colpiti dal dardo di Eros anche i due attraverseranno però tutte le fasi dell' innamoramento: dalla passione sfrenata, alla gelosia, al perdono fondendo al sentimento romantico il loro fare volgare e la loro parlata sboccata (con accento sassarese) per il divertimento del pubblico in sala. A contrastarli ulteriormente ecco Mai ‘Na Gioia (Ignazio Chessa), figliastro degenere del Dio Tempo, interpretato da Emanuele Floris entrambi molto convincenti nei rispettivi ruoli. I giovani in sala applaudono partecipi a questa versione di “Molto rumore per Nulla”, che pur trasformata nella sua sostanza mantiene nei temi lo spirito shakespeariano.
La potenza dei testi si perde tuttavia in alcuni passaggi dello spettacolo dove il racconto fluisce con un ritmo eccessivamente frenetico. I dialoghi e le scene volano via troppo veloci impedendo allo spettatore di godere appieno delle interessanti sfumature della scrittura drammaturgica di Emanuele Floris che ha saputo cucire ad arte testo shakespeariano e linguaggio moderno. A dare la giusta energia al racconto le musiche originali di Luca Sirigu che si rifanno ai generi folk, rap, pop ed heavy metal accolte con grande entusiasmo dal pubblico. Grande successo nella recita serale e anche nei matinee per le scuole. I numerosi studenti accorsi hanno sottolineato il loro apprezzamento accendendo la luce dei loro cellulari (come si faceva una volta con gli accendini) come nei momenti clou dei concerti rock.
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