La Nuova Sardegna

La reliquia di Garibaldi e un fidanzamento in Sicilia

di Alessandro Marongiu
La reliquia di Garibaldi e un fidanzamento in Sicilia

“La cappella di famiglia e altre storie di Vigàta”, nuovo lavoro di Andrea Camilleri Un narratore abilissimo che dà sempre il meglio di sé partendo dalla cronaca

2 MINUTI DI LETTURA





«A ’sto punto», scrive Andrea Camilleri in un passo di “La cappella di famiglia e altre storie di Vigàta” (336 pagine, 14 euro), che Sellerio ha da poco mandato in libreria e che, com’era facile prevedere, staziona già ai primi posti della classifica delle vendite, «capitò un fatto che manco la menti cchiù ardita di un autori di romanzi avrebbi potuto mai immaginari»: ed è una frase, questa, che sembra fatta su misura per il nuovo volume dell’autore di Porto Empedocle, perché degli otto racconti che lo compongono il più riuscito è quello che ripercorre le tappe di una vicenda realmente accaduta, mentre tra i restanti sette, tutti frutto d’invenzione, freschezza e inventiva paiono talvolta latitare, a parte che nell’ottimo “Il duello è contagioso” che apre la raccolta.

“Lo stivale di Garibaldi” ci presenta un Camilleri nella sua forma migliore: quello che, traendo spunto da una voce di cronaca, da una notizia incontrata magari per caso su una vecchia gazzetta locale o da un libro precedente, che nel caso specifico è “Cinque mesi di prefettura in Sicilia” di Enrico Falconcini, imbastisce pagine cariche di umorismo, grazie senz’altro alla materia di base ma anche alla sua indiscutibile abilità di narratore. Fatta l’Italia, il Falconcini in questione ricevette l’incarico di primo prefetto di Girgenti (l’attuale Porto Empedocle), e dall’originaria Toscana arrivò in Sicilia, della quale non sapeva assolutamente niente, nell’estate del 1862: e non fece in tempo a poggiare un piede sul suolo isolano, che a dargli il benvenuto fu un terremoto.

Questo iniziale “avvertimento” del fato non lo mise sul chi va là: Enrico Falconcini tirò dritto per la sua strada, ma prendendo una tale, tragicomica serie di decisioni sbagliate che in breve tempo riuscì a inimicarsi tutte le fasce della popolazione, da quella nobile a quella più bassa, da quella borghese a quella clericale, al punto che per farlo licenziare e tornare da dove era venuto si giunse addirittura a organizzare un’evasione di massa dal carcere cittadino.

L’arrivo di una “sacra reliquia” dell’eroe dei due mondi in Sicilia, terra garibaldina per eccellenza, fu per lui, rappresentante dell’autorità dei Savoia, la classica goccia che fa traboccare il vaso: e qui la realtà dimostra di poter superare ogni immaginazione, perché si deve a lui e alla sua completa imperizia se, pur tramite vie traverse, proprio mentre lo stivale veniva portato in processione tra mille lacrime di commozione, Stefano Pirandello e Caterina Ricci-Gramitto si conobbero, e poi innamorarono e sposarono: dando i natali, qualche anno dopo, a un figlio di nome Luigi.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Maltempo

Meteo Giuliacci, ciclone in arrivo: piogge intense e temperature in picchiata

Le nostre iniziative