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parte a los angeles la corsa all’oscar

“Fuocoammare” è già nel cuore degli americani

“Fuocoammare” è già nel cuore degli americani

LOS ANGELES. «È una storia che vive anche fuori dal cinema e dal fotogramma, è una storia che viene spinta anche dalla politica e so bene che un film non può cambiare la storia, ma aiutare chi lo...

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LOS ANGELES. «È una storia che vive anche fuori dal cinema e dal fotogramma, è una storia che viene spinta anche dalla politica e so bene che un film non può cambiare la storia, ma aiutare chi lo guarda a formarsi un'opinione sì e vorrei che il pubblico americano dopo avere visto “Fuocoammare” si ponesse alcune domande, tra cui “Cosa posso fare io”? » Un auspicio non da poco quello di Gianfranco Rosi alla conferenza stampa di presentazione della dodicesima edizione del Cinema Italian Style, dedicato a Dino Risi e che vedrà la proiezione di diversi film italiani, tra cui appunto “Fuocoammare”, selezionato dall’Italia alla corsa per la nomination agli Oscar, che aprirà la rassegna all’Egyptian Theatre nel cuore di Hollywood. Rosi racconta le sue aspettative e spiega il percorso che il suo film sta compiendo in vista della selezioni pre Oscar.

La vetrina è promossa da Istituto Luce Cinecittà e da American Cinemateque, in collaborazione con il Consolato d’Italia a Los Angeles, l’Italian Trade Agency e l'Istituto italiano di cultura a Los Angeles. E’ ormai un appuntamento fisso che ogni anno permette al pubblico americano di avere un quadro quasi completo dell’eccellenza cinematografica italiana.

«Qui mi considerano un regista esclusivamente adatto ai drammi e infatti mi propongono solo quelli. E più sono tragici e più pensano a me – dice Rosi tra il serio e il faceto – ma la mia natura è diversa da come la vedono qui, amo le commedie». Con lui, alla presentazione del festival, anche Alberto Barbera, direttore della Mostra del cinema di Venezia, Kasia Smutniak, Ivan Cotroneo, Gabriele Mainetti, Edoardo De Angelis, Claudio Giovannesi e l’esordiente Francesco Carrozzini.

Cinema Italian Style, che durerà fino al 23 novembre, proporrà anche la versione restaurata de “Il sorpasso” di Dino Risi, regista cui la rassegna è dedicata, un anticipo della retrospettiva organizzata il 14 dicembre per il centenario dell’auotore in programma al MoMa di New York. Ma il re della rassegna, che esprime una stagione di cinema italiano sicuramente molto al di sopra della media, rimane, come da tradizione, il candidato italiano per la corsa agli Oscar, “Fuocoammare”, che potrebbe essere nominato sia nella categoria migliore film straniero che in quella migliore documentario. «Non mi aspettavo che sarebbe stata una corsa così lunga e faticosa – dice – Rosi – . Da un paio di mesi a questa parte è come se ogni giorno fossi andato al mio matrimonio. Sono felice, perché parlo di questo film, ma c’è anche la tensione, la tantissima gente da incontrare, le rassegne, i dibattiti, le infinite proiezioni. E non mi aspettavo che sarebbe stato così complesso, con così tante fasi. È una corsa che va affrontata un passo alla volta, perché se guardi troppo in avanti rischi di bloccarti».

“Fuocoammare” nelle proiezioni a New York ha ottenuto un buon successo ed è ancora in sala dopo due mesi, nonostante, o forse grazie, all’argomento drammatico di cui tratta, mai così di attualità in America: «La politica – dice Rosi – spinge questo film, o meglio, spinge questa storia e fa sì che ci sia un dibattito più esteso. È una occasione importante per informare il pubblico sul dramma dei migranti e su quanto sia inaccettabile morire così in un viaggio verso la libertà».

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