La danza per provare a cambiare il mondo
Tutto esaurito e applausi scroscianti a Sassari per lo spettacolo “A Room For All Our Tomorrows”, di Igor e Moreno
SASSARI. Teatro Civico tutto esaurito per «A Room For All Our Tomorrows», coreografia dei danzatori Igor & Moreno, che dopo il successo del debutto londinese hanno presentato la loro performance all’interno della rassegna DanzaSassariDanza curata da Luigi Doddo.
Lo spettacolo si apre su una scena essenziale che descrive la rassicurante quotidianità di una cucina: un tavolo, due sedie, due tazzine e una macchina del caffè. Uno spazio concreto e reale come i due uomini che rompono il silenzio della normalità urlando e danzando sulla scena-cucina. Indossano abiti tradizionali dai colori sgargianti e le loro grida danno vita ad un dialogo che è impossibile non stare ad ascoltare. La normalità è annullata, la scenografia-cucina non basta più a rassicurare il pubblico. Cosa accadrebbe se mentre la vita scorre con il suo flusso regolare di educata convenzionalità decidessimo di urlare al mondo i nostri turbamenti? Cosa accadrebbe nella convenzionalità di un relazione tradizionale se i partner decidessero di tirar fuori in un linguaggio urlato i loro turbamenti, i dubbi, le incertezze squarciando l'apparente armonia con la forza della verità? I due artisti in scena raccontano questo nell'intenso spettacolo che fa diventare musica la furia di un grido che dallo sfogo catartico si trasforma poi in suono ritmato, diventa canto, modulando infine il grido in ritrovata armonia. In queste metamorfosi comportamentali la geometria austera di un tavolo può trasformarsi nella tastiera di un piano e anche una macchina per espresso può ribellarsi alla routine invadendo il palco con litri di caffè. La stanza di tutti i nostri domani potrebbe contenere diverse opportunità di scelta, diverse modalità espressive.
La rivoluzione proposta da Igor e Moreno porta a riflettere su come i gesti possano trasformare l'esistenza di ognuno di noi, aprire porte sulle possibilità di cambiamento. Una svolta che può arrivare in ogni istante anche il più banale, in ogni stanza anche la più rassicurante. Supportato da un intenso lavoro sul corpo e sulla gestualità lo spettacolo di teatro-danza evoca nell'uso del suono, del grido, della parola come gesto drammaturgico, le coreografie di Pina Bausch, la ricerca di una nuova gamma di suoni, di emozioni forti e pure, altamente sceniche e di grande impatto. Applausi scroscianti al termine dello spettacolo per i due artisti che ora porteranno il loro spettacolo in Cile negli Stati Uniti e in Giappone.
L'ultimo appuntamento della rassegna è fissato per il 29 novembre alle 21 con il Collettivo Cinetico di Ferrara che presenta lo spettacolo “10 miniballetti” per la regia e la coreografia di Francesca Pennini. Un'antologia di danze in bilico tra geometrie perfette e bufere vorticose in cui l'elemento aereo diventa paradigma di riflessione sui confini del controllo.
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