Viaggio con il teatro nella Sassari medievale
La musica di Iskeliu, danze antiche e tecnologie moderne per raccontare la storia. Replica oggi alle 21
SASSARI. Come doveva essere stata bella Sassari nel Milletrecento: vivace, colta, cosmopolita, animata da botteghe e artigiani. E con una buona organizzazione sociale ed economica.
Questa è l'immagine che emerge dal progetto di storytelling “Racconti erranti” che da giovedì a stasera (alle 20 e replica alle 21.30) viene messo in scena nell palazzo della Frumentaria. Sottotitolo “Gli statuti sassaresi: la legge del vivere in Comune”.
Il progetto, inserito all’interno delle celebrazioni dei settecento anni degli statuti sassaresi, è ideato e diretto da Monica De Murtas e organizzato dall’associazione culturale Tabula Rasa all’interno delle celebrazioni dei settecento anni degli statuti sassaresi.
La formula è sempre quella dell’itinerario narrativo teatrale proposta già nel precedente “Sassari noir”. In questo secondo appuntamento il periodo storico nel quale gli spettatori sono invitati ad immergersi è quello medioevale.
La formula multimediale e interattiva con teatro, musica ed effetti scenografici a sorpresa accompagna il pubblico nella serata per la regia di Matteo Gazzolo e Monica De Murtas.
Per prima cosa occorre dire che si tratta di uno spettacolo coinvolgente e avvincente grazie a una formula che utilizza il teatro e sofisticate tecnologie per far rivivere i momenti che hanno contribuito a creare l’identità urbana di Sassari. Certo, di quell’epoca in città, non rimangono molti monumenti, se si eccettuano le chiese e alcune costruzioni nel centro storico. Ma è dalla storia di quegli anni che nasce e si sviluppa la Sassari che conosciamo oggi. La spinta propulsiva nasce da quel sistema di norme e di regolamenti che va sotto il nome di Statuti Sassaresi. E’ a quella fonte che si sono ispirati i testi di Monica De Murtas che raccontano storie a cavallo tra presente e medioevo in una Sassari abitata da popolani e nobiluomini, commercianti e contadini, bottai e vinattieri.
Lo spettacolo spiega in un modo gradevole ed esaustivo come dal “volgare”, il sardo logudorese, si sia passati a una lingua molto simile a quella che si parla attualmente e come la vita della comunità fosse regolata dagli Statuti.
All’interno dello spettacolo, come un cammeo, anche un testo scritto da Cosimo Filigheddu che racconta di una Sassari città- donna interpretato da Teresa Soro sul palco insieme a Carlo Valle, Domenico Soggia e Jacopo Falugiani interpreti di altrettanti personaggi del medioevo sassarese ricostruiti attraverso l’analisi storica di Alessandro Ponzeletti e Franco G.R. Campus.
Un ruolo importante nella rappresentazione è affidato alle bellissime musiche eseguite dal vivo dal gruppo Iskeliu di Sandro Fresi, (con Sandro Fresi alla ghironda, fisarmonica e organetto medievale. Yanara Reyes Mc Donald: canto, contrabbasso, Alessandro Deiana: chitarra, liuto, llaud catalano). Di grande suggestione anche gli abiti e le danze medievali delle associazioni culturali San Nicola di Sassari, Passione e ritmo del tamburo, Giudicato di Torres, Arte kaos e poesia. Molto bello il disegno luci creato da Tony Grandi.
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