La Nuova Sardegna

Nell’isola di Shakespeare e di Eduardo

di Francesca Pierleoni
Nell’isola di Shakespeare e di Eduardo

Da domani nella sale il film di Gianfranco Cabiddu “La stoffa dei sogni”, con Sergio Rubini ed Ennio Fantastichini

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ROMA. Da “Romeo + Giulietta” di Luhrmann al “Molière in bicicletta” di Le Guay, non sono mancate negli ultimi anni originali trasposizioni cinematografiche di capolavori del teatro, amate dal pubblico. Ora è Gianfranco Cabiddu a proporre un incontro magico, sull'isola dell’Asinara, fra “La tempesta” di William Shakespeare e “L'arte della commedia” di Eduardo De Filippo nel film “La stoffa dei sogni”. La pellicola, con un cast che comprende Sergio Rubini, Ennio Fantastichini, Teresa Saponangelo e Renato Carpentieri, e in un cameo Luca de Filippo («Sono contento abbia fatto in tempo a vedere il film finito», dice il regista) esce domani nelle salecon Microcinema.

La rilettura di Cabiddu vuole rendere omaggio a due grandi maestri e capocomici «che hanno sempre pensato prima di tutto al pubblico, veicolando con la levità del racconto, i temi più profondi». «Da ragazzo – spiega Cabiddu – ho avuto la grande fortuna di lavorare per Eduardo, nel periodo in cui ha tradotto in napoletano antico “La tempesta”, registrandone anche una versione audio per voce sola. Anni dopo visitando l'Asinara, che ora è un parco naturale, mi sono reso conto di come sia veramente l’isola di Calibano (la creatura “selvaggia” nell'opera di Shakespeare, ndr). Ho così deciso di ambientarci la storia di perdono che è “La tempesta”, unendo anche elementi ricavati da “L’arte della commedia” di Eduardo, dove come si sa si racconta la vicenda di una compagnia di attori che resta senza teatro quando questo va a fuoco».

Nella favola moderna scritta da Cabiddu, ambientata in un’Italia da primi anni Sessanta, dopo un naufragio notturno due guardie, alcuni camorristi guidati da Don Vincenzo (Carpentieri) e la piccola compagnia familiare del capocomico Campese (Rubini), si salvano approdando sull’isola-carcere dove un tempo erano detenuti mafiosi, camorristi e brigatisti rossi. Isola nella quale Falcone e Borsellino si ritirarono per scrivere la storica sentenza del maxi processo di Palermo contro Cosa Nostra. Una forzata “collaborazione” tra attori e malavitosi rende difficile per De Caro (Fantastichini), il direttore del penitenziario, capire quali siano i buoni e quali i cattivi. Intanto, Miranda (Gaia Bellugi), giovane figlia di De Caro, salva e si innamora di uno dei fuggiaschi.

«"Il copione mi è piaciuto moltissimo da subito – spiega Rubini –. Il mio personaggio è quello de “L'arte della commedia”, ma ho cercato di non assomigliare a Eduardo, sono partito da me». Rispetto al poco spazio che potrebbe avere il film (prodotto da Paco in collaborazione con Rai Cinema), sul mercato italiano, Rubini dice ironico: «Non ritenevamo di far rivivere Shakespeare e Eduardo, ma se sono loro il problema, da noi c’è qualcosa che non quadra». “La stoffa dei sogni” propone per Fantastichini «una storia nella quale ho creduto e dove, da padre, ho trovato anche un legame personale. La necessità di saper lasciar andare i figli, amore è dare libertà».

Gli attori del cast diretto da Cabiddu scherzano sulle difficoltà della lavorazione all’Asinara: «Posto bellissimo, ma ti ritrovi a tu per tu con i cinghiali – dice Rubini, che sta scrivendo una serie e un nuovo film –. Vivere come in un ostello però ci ha molto unito», dice Rubini. «C'era un’atmosfera bellissima, stavamo sempre insieme a parlare, anche perché i cellulari non funzionavano», aggiunge sorridendo Teresa Saponangelo.

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