La Nuova Sardegna

La magia della danza che cattura i sogni

Lo spettacolo “10 miniballetti” di Francesca Pennini ha chiuso a Palazzo di Città la rassegna “Danza Sassari Danza”

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SASSARI. Sipario aperto: in scena un ventilatore azionato a potenza minima e puntato su una montagna di bianchissime piume. Inizia così l’ultimo appuntamento, a Palazzo di Città, della rassegna “Danza Sassari Danza” organizzata da Motus: lo spettacolo del Collettivo Cinetico di Ferrara “10 miniballetti”, per la regia e la coreografia di Francesca Pennini. “Minacciato” da una imminente tempesta di piume il pubblico resta in attesa ed ecco che sul palco arriva l’ideatrice dello spettacolo pronta a presentare i suoi miniballetti: coreografie ironiche ed estrose ispirate ai princìpi della termodinamica, a geometrie fantasiose e movimenti ginnici al limite dell'impossibile. Sul palco una fantasia allegra, irriverente spregiudicata come i giochi dei bambini.

Ed è proprio nell’infanzia della protagonista che sembra abbia radici l’idea dello spettacolo ispirato ad un quaderno delle scuole elementari di Pennini dove si trovano appuntate decine di coreografie inventate e mai eseguite. La danzatrice presenta i vari passaggi descrivendo, con quel fare serio, preciso e determinato che hanno spesso i bambini nel parlare delle loro invenzioni, le coreografie che andrà via via ad eseguire. I mini balletti studiano l’elasticità del corpo, la ripetitività del movimento, richiedono doti di grande ginnasta e contorsionismi estremi che Francesca Pennini esegue con precisione e grande tecnica davanti al pubblico entusiasta. Quello che dalla lettura sul quaderno-copione sembra semplice nella realtà pratica mostra movimenti ginnici ai limiti della capacità umana. La fantasia è difficile da concretizzare ma Pennini ripetendo ad alta voce le indicazioni del copione scritto da bambina ci mostra come tecnica ed esercizio possono aiutare a realizzare le fantasie più strampalate.

Il corpo viene messo alla prova e i princìpi della termodinamica lasciano spazio a contorsioni e sforzi estremi. Il respiro affannoso, il recupero respiratorio diventano elemento ritmico dello spettacolo. Il corpo della danzatrice racconta decenni di lavoro quotidiano. La schiena disegnata da guizzi di muscoli, le braccia e le gambe scolpite lavorate dalla ritualità dell’ esercizio quotidiano, la tecnica acquisita consentono alle coreografie impossibili di una bambina innamorata della danza di diventare realtà. Dieci mini balletti, dieci piccoli gioielli coreografici che sono una dichiarazione d’amore per la danza in tutti i suoi aspetti: magia, fatica, tecnica. Ma ecco che sul palco arrivano correnti impetuose e bufere di piume mosse da ventilatori e droni telecomandati.

Alla fine sul palco, grazie alla macchina del fumo, arriva la nebbia. E con la nebbia l’ultimo mini balletto, quello del “Volo dell’uccellino”. Che tra gli applausi del pubblico termina imprevedibile e strampalato come un sogno di bambina.

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