Da Kabul a Napoli, così cambia il mondo
Obiettivo puntato sull’attualità nelle pellicole proposte dagli autori ospiti del Cagliari Film Festival
CAGLIARI. Oggi la seconda giornata del Cagliari Film Festival – la rassegna organizzata dall’associazione “Tina Modotti” nel Teatro Sant’Eulalia – si apre alle 11 con una sezione dedicata al cinema di impegno civile. Alessandra Piras, direttrice del festival, dialogherà con Giuseppe Gaudino e le registe Cristina Mantis e Isabella Sandri. Autori di film documentari e di finzione Isabella Sandri e Antonio Gaudino sono anche i fondatori di Gaundri, casa produttrice di film come “Animali che attraversano la strada” (selezionato in importanti festival come la Biennale di Venezia e il Sidney Film Festival) o “Storie d’armi e piccoli eroi”, sui bambini di strada in Afghanistan. Attrice di cinema e di teatro, Cristina Mantis è invece anche regista di numerosi documentari come “Redemption song” , che sarà proiettato alle 11.30. Si tratta di un lavoro dedicato alla vicenda Cissoko, un profugo di guerra della Guinea che arriva in Italia, dove verifica l'estrema precarietà di coloro che fuggono verso l'Europa con il miraggio di una vita migliore. Il film ha ricevuto il Premio Rai Cinema al festival Visioni del mondo di Milano.
Alle 17.30 si riprende con il dialogo tra Serena Nono, pittrice veneziana che dal 2006 ha cominciato a occuparsi di cinema come regista, Tonio Trudu, studioso di musica contemporanea, e la giornalista Alessandra Menesini. L’incontro farà da preludio alla proiezione del film della Nono “L’amico”, con protagonisti due attori non professionisti. La storia è quella di due anziani indigenti che per far fortuna decidono di mettere in scena “Aspettando Godot” in un teatrino di Venezia.
Alle 19 segue un altro film della Nono: “Venezia salva”, opera liberamente tratta dalla tragedia di Simone Weil, che racconta il tentato sacco di Venezia nel 1618 da parte della Spagna.
Alle 21 arriva il cinema di Giuseppe Gaudino con la proiezione di “Per amor vostro”. Protagonista è Valeria Golino, che per sua interpretazione di una donna “ignava", sospesa tra bene e male nella sua Napoli, si è aggiudicata la Coppa Volpi come miglior attrice.
Durante tutto il festival è possibile visitare “Exodus”, una mostra del fotografo ungherese Attila Kleb sulla situazione dei profughi ospiti del campo sorto ai margini di Budapest nell’agosto 2015.
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