Joan Jonas: «Terribile oggi essere artisti in America»
ROMA. Fiabe, saghe, miti, ma anche specchi, coni, pesci, api, bambini, paesaggi “radicali”: l’universo di Joan Jonas, protagonista dell’avanguardia Usa degli anni ’70 e ancora oggi autrice di...
ROMA. Fiabe, saghe, miti, ma anche specchi, coni, pesci, api, bambini, paesaggi “radicali”: l’universo di Joan Jonas, protagonista dell’avanguardia Usa degli anni ’70 e ancora oggi autrice di geniali performance e installazioni, è un continuo fluire di rimandi letterari, suggestioni magiche e naturali, linguaggi, dinamismo, nel segno di un’arte che non si ferma nemmeno nei periodi più bui. «Oggi essere americani è tremendo, possiamo solo andare avanti e continuare a lavorare», dice nella sala affollata del Maxxi la grande performer ieri durante un incontro pubblico in cui ha raccontato la sua vita e la sua arte, affiancata dal direttore artistico Hou Hanru e dal direttore di Maxxi Arte Bartolomeo Pietromarchi. «Negli anni ’60 e ’70, si lottava per i diritti civili, c’era Nixon, eppure la situazione era positiva e piena di speranza, almeno dal punto di vista artistico, e molte cose sono state fatte». «Ora il momento è tragico, in tutto il mondo, per questo bisogna sollevarci, farci sentire con il nostro lavoro», prosegue la Jonas, classe 1936 ed energia da vendere, caparbiamente eclettica e all’avanguardia oggi come ieri.
Pioniera dell’arte performativa (ma partita dalla scultura), Jonas ha infatti saputo rinnovare senza sosta la poetica e i mezzi espressivi, costruendo un mondo magmatico di immagini e interrelazioni in evoluzione perenne. Un percorso sempre dinamico il suo, basti pensare che è stata una delle prime a inserire all'interno delle sue performance l'uso del video. «Vedermi in diretta durante l'azione – spiega – ha cambiato il mio modo di condurre e sentire la performance e presto è diventato un elemento costante dei miei lavori». Cominciando dalla danza e quindi dai video in bianco e nero, nei quali utilizzava il corpo e il movimento come unico mezzo espressivo, l'artista ha portato avanti il proprio linguaggio, ampliando costantemente la sua ricerca con nuovi codici espressivi. Soprattutto introducendo materiali e suggestioni letterarie, culturali, paesaggistiche scaturite dai numerosi viaggi intorno al mondo.
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