La Nuova Sardegna

Soul all’italiana: l’ottimo cocktail di Gualazzi

Soul all’italiana: l’ottimo cocktail di Gualazzi

Successo mercoledì a Cagliari, il pianista e cantante marchigiano sarà a Sassari per il concerto di Capodanno

2 MINUTI DI LETTURA





CAGLIARI. Tre parole: amore, vita e pace. No, non è il manifesto programmatico dei figli dei fiori. Ci riferiamo a “Love Life Peace”, titolo del quarto album di Raphael Gualazzi (uscito questo settembre). Ma soprattutto dell'omonimo tour che ha fatto tappa a Cagliari, l’altro ieri, con un tutto esaurito all'Auditorium del Conservatorio. Chi se lo fosse perso, comunque, potrebbe recuperare tra breve, quando Gualazzi tornerà in Sardegna per animare la notte di Capodanno a Sassari.

Insomma, tre parole, dicevamo. Forse indizio dei temi cardine che ha voluto infondere nel nuovo cd (ma anche titolo, peraltro, della dodicesima traccia). Visti poi i costanti richiami al passato, ai ricordi e alla sua personalissima riscoperta della canzone italiana nella forma più spensierata – “Mondello Beach”, ad esempio, sarebbe piaciuta forse a Carosone – verrebbe da azzardare un parallelo con famosi titoli cinematografici: “Pane, amore e fantasia” o, meglio ancora, “Ieri, oggi, domani”.

Dopotutto, assistendo all’applauditissima performance di mercoledì, appare palese l’intento di voler shakerare passato, presente e “futuro” sia stilisticamente, ibridando sul piano musicale il gusto italiano e quello americano; sia tematicamente, intrecciando flashback di infanzia e adolescenza (“L’estate di John Wayne” ne diviene l’emblema), la quotidiana gioia di vivere pur coi suoi dubbi e malinconie, mescolati alla speranza verso l’avvenire.

Questo e quant’altro porta sul palco il pianista e cantautore marchigiano. Accompagnato da una valente squadra di strumentisti: Gianluca Nanni alla batteria; Anders Ulrich al basso elettrico e contrabbasso; Laureant Miquet a chitarra, banjo-ukulele e mandolino; Luigi Faggi a tromba, flicorno, trombino e tastiera; Marco Pastacchini a sax, clarinetto e flauto; Pierluigi Bastioli a sousafono e trombone. E a sorpresa, in esclusiva per questa data, ha coinvolto pure il percussionista americano Steve Ferraris, col quale in varie occasioni ha già collaborato.

In scaletta, naturalmente, intercala brani freschi di pubblicazione coi vecchi successi. Da “Reality and fantasy” dove si diverte a giocare con più timbri vocali, rivelando qui come in altre canzoni un’insospettata versatilità canora, fino a “Sai” o “Seventy days of love”. Se in pezzi come “Run Joe” e “Pinzipo” sembra strizzare l’occhio alla leggerezza di Harry Belafonte, in “Lotta things” emerge l’influenza dell’acid jazz innestato su sonorità elettro-pop.

E se si lascia andare a romanticismi col pop-soul di “All Alone” e la ballata di “Splende il mattino”, si scatena poi in maniera virtuosistica e febbrile in “Let him live” (di Nat Gonella). Intriso, invece, di saudade brasiliana è “Buena fortuna” (in duetto, nel cd, con Malika Ayane); di sofisticata ironia la sua versione di “I wanna be like you” (dalla colonna sonora del “Libro della giungla”); mentre d’incontenibile ilarità è lo swing di “Lady O”, proposto come bis.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Maltempo

Meteo Giuliacci, ciclone in arrivo: piogge intense e temperature in picchiata

Le nostre iniziative