A “Fuocammare” l’Oscar europeo
Il film di Gianfranco Rosi su Lampedusa trionfa agli European Film Awards
WROCLAW. «C'è negli Usa ormai una reale identificazione tra la frontiera del deserto messicano e il Mediterraneo che attraversano i nostri migranti per approdare a Lampedusa. Vedono ormai Fuocoammare in modo universale. E questo anche grazie a Trump che ha creato un timore a livello politico e minaccia di erigere muri». Così ieri notte, a caldo, Gianfranco Rosi parla a Wroclaw (Polonia) del suo film che ha appena conquistato il premio come miglior documentario alla edizione 2016 degli EFA (European Film Awards).
E ancora il regista, che con questo documentario ha già vinto l'Orso d'oro a Berlino ed è appena entrato nella shortlist degli Academy Awards, sottolinea di avere «pochissima speranza nel futuro. In Europa la destra cresce e c'è un’assenza totale di politica verso il problema dei migranti. L'unica politica è quella di erigere barriere».
Reduce da un viaggio negli Stati Uniti per promuovere la corsa agli Oscar del suo “Fuocoammare”, Rosi racconta di aver «incontrato tanta gente in America e la cosa più commovente è quando ci sono persone che, uscite dalla proiezione, ti chiedono: “e io che posso fare per aiutare perché questo non accada più?”».
La corsa per gli Oscar non sarà facile per Fuocoammare, nonostante l'identificazione con la frontiera messicana: «Ci sono quest'anno molti bei film in corsa. Penso a titoli come “O.J: Made in America” e “Cameraperson”». Mentre Rosi glissa, con diplomazia, sulla polemica sollevata da Paolo Sorrentino che aveva contestato la designazione italiana di Fuocoammare agli Oscar: «Sorrentino magari ha ragione. Non sappiamo cosa succederà». E nel futuro di Rosi ancora un documentario: «Ho già un'idea, ma non la dico, altrimenti rovino tutto. Quello che è sicuro è che non girerò in Italia». Dedica di questa ennesima vittoria? «Sicuramente a Lampedusa e alla sua gente». L'incontro con Rosi si chiude con una sua telefonata a Pietro Bartolo, il medico di Lampedusa che ha salvato e accolto tanti migranti: «Pietrino è andata bene – Abbiamo vinto».
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