Simone De Beauvoir, la verità senza Dio
Oggi a Nuoro la presentazione del saggio di Bastiana Madau dedicato alla filosofa francese
NUORO. Il successo come e-book prosegue dallo scorso giugno. Ma, per i tradizionalisti della carta stampata, fa un altro effetto tenere fra le mani il libro di Bastiana Madau su Simone De Beauvoir, dal titolo “Simone Le Castor”, sottotitolo “La costruzione di una morale”. È altra cosa toccare i fogli epoter sottolineare frasi come «cade l'intento di scoprire formule morali universalmente valide o metafisiche in senso tradizionale, ossia riferite a Dio o alla Coscienza, e sussiste, di contro la convinzione che il soggetto sia metafisico nel suo essere al mondo: nei suoi amori, nei suoi odi, nella sua storia individuale e collettiva».
Filosofa di formazione, laurea alla Sapienza di Roma, animatrice culturale fra le più acute e innovative nella scena regionale, Bastiana Madau svela in queste pagine le sue convinzioni più radicate. Davanti al progetto della felicità, esterna le sue analisi più profonde. Emerge una studiosa pura che, dopo “Nascar” del 2003, dopo “Racconti di donne” del 2014, trasferisce nelle righe la radiografia di una intellettuale con la quale «si dipana un racconto leggibile anche come un grande affresco della vita culturale e delle lotte politiche e sociali del Novecento francese ed europe»”. Perché questa è stata la “militante” Simone de Beauvoir (1908-1986) chiamata Castor dal suo compagno Jean Paul Sartre. Con gli scritti autobiografici che Madau ci propone, colloca uomo e società nei luoghi e nei tempi dovuti. Con un imperativo morale nel tratteggiare un'autobiografia che tutto svela: dalla nascita in una famiglia del Limousin, all'incontro con Sartre – nel 1919 – alla Sorbonne di Parigi.
Sembra di rivedere una Simone matura già da bambina ribelle, a tre anni, «gettarsi sul paviment»” con una «prugna rossa» che comincia a «pelare». E dopo il no della madre urla «per tutto il boulevard Raspail perché Louise mi ha trascinato via dal giardinetto dove facevo le formine». E poi, fulminante, dopo righe su zie obese e pecorelle, il sospetto che «tra la letteratura e la verità il rapporto doveva essere piuttosto incerto» e l'educazione nell'accettare «senza la minima riserva i dogmi e i valori che mi venivano proposti».
Studiata, amata, osannata, Simone De Beauvoir, ma anche contestata, in primis dalla Chiesa cattolica, schierata contro la «scelta di un mondo senza Dio». Madau: «La rinuncia a Dio per De Beauvoir è il prezzo che l'essere umano deve pagare per esistere autenticamente, senza sfuggire la propria libertà e precarietà originari»”. E ancora: «Esistere autenticamente è rischiare di vivere accettando la condanna a morte di cui la filosofa scrivere nelle Mémoires. L'esistere autenticamente assume il significato di ex-sistere, venir fuori, emergere, sporgersi, assumere in prima persona la responsabilità e il significato delle proprie azioni rinunciando a un Dio che garantisca per essere il perdono, la ricompensa, l'oblio».
Un capitolo tutto da leggere con attenzione somma è quello sulla «ipotesi esistenzialista sulla condizione della donn»”. Qui la Madau è storica, filosofa e cronista, editorialista dell'oggi: «Di fronte alla dominazione maschile o al cosiddetto patriarcato la sola possibilità per le donne di accesso all'uguaglianza era (e resta) quella di sottrarsi ai condizionamenti storici, rifiutare l'idea di un destino, costruirsi, decidere ogni giorno della propria vit»”. Con un grande desiderio: desiderare, a tutti i costi, la felicità. Autenticamente.
Il libro di Bastiana Madau (edizioni Cuec, pagine 99, euro 14) verrà presentato oggi alle 18 alla biblioteca “Sebastiano Satta” di Nuoro in piazza Giorgio Asproni. Con l'autrice saranno presenti Alessandra Pigliaru, giornalista de Il Manifesto, e Vannina Mulas presidente del Consorzio per la pubblica lettura.
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