«Le celebrazioni di oggi un punto di partenza»
L’assessore regionale Firino dedica il suo intervento ai “visionari sardi” da non dimenticare
NUORO. È arrivata proprio ieri pomeriggio, nella prima giornata del convegno di studi “Grazia nel paese del vento – nuove latitudini degli studi deleddiani”, che chiude le celebrazioni dei 90 anni dall’assegnazione del Premio Nobel e gli 80 dalla morte della grande scrittrice nuorese, la notizia che ci sarà una “proroga” nel 2017.
L’invito a realizzare un supplemento di celebrazioni deleddiane è stato lanciato dal palco dell’auditorium Giovanni Lilliu dal presidente dell’Istituto superiore regionale etnografico, Giuseppe Pirisi. «D’altra parte – ha ricordato Pirisi – il Premio Nobel le fu attribuito nel 1926 per il ’27». Senza dimenticare che Aldo Maria Morace, presidente della Commissione per l’edizione nazionale dell’opera omnia di Grazia Deledda, ha annunciato l’uscita dei primi due volumi entro il marzo del 2017. Quale migliore occasione, quindi? E l’assessore regionale Claudia Firino non si è certo tirata indietro.
«Queste ultime settimane di un intenso anno di celebrazioni devono essere considerate come punto di partenza. Soprattutto perché, quando si parla di personaggi importanti (i visionari sardi, li chiama Firino), come Deledda – ma come anche Antonio Gramsci, Francesco Masala, Antonio Simon Mossa (che l’Isre ricorderà a gennaio, in occasione del sessantesimo anniversario della posa della prima pietra di quel gioiello architettonico che è il museo del costume) o Pinuccio Sciola – le celebrazioni non hanno mai un inizio e una fine, ma sono un modo per seminare conoscenza».
E la raccolta di questa semina, per l’assessore regionale alla pubblica istruzione e beni culturali, dovrà avvenire, proprio l’anno prossimo, all’interno delle scuole, del mondo accademico e delle istituzioni. Magari smettendo di guardarsi l’ombelico e cercando di guardare oltre, e cercare di portare la nostra cultura al di fuori dei confini regionali, così come sta facendo la Commissione per l’edizione nazionale dell’opera omnia, che per la prima volta tocca un autore sardo, e per la prima volta riguarda una scrittrice. Il rifiuto per manifestazioni celebrative cristallizzate, statiche e autoreferenziali ritorna costantemente nel discorso di Firino. «Noi speriamo di esserci riusciti – ha detto ancora l’assessore – ma questa “accessibilità completa” del lavoro culturale non può essere delegata alla sola Regione: dev’essere realizzata col concorso di tutti». Sicuramente è già un successo l’aver inserito Deledda nelle edizioni nazionali. Aldo Maria Morace non lo nasconde: «Siamo riusciti a coagulare le forze migliori della Sardegna, ma anche di fuori, attorno alla più grande scrittrice in lingua italiana». E un primo segnale di questo successo è il logo che l’architetto e designer nuorese Flavio Manzoni, Senior Vice President del Design Ferrari, ha voluto donare alla scrittrice della sua città. Un ritratto insolito ed efficace della piccola grande ricamatrice di storie di Santu Predu, che riesce a cogliere in modo sublime due aspetti unici di Deledda: attaccamento alle radici e fenomenologia della modernità.
I lavori del convegno di studi, che nella sessione di ieri sera sono stati presieduti da Amedeo Quondam, si chiuderanno oggi con una prima parte presieduta da Aldo Maria Morace (inizio alle 9,30), e chiusura a partire dalle ore 16, con la sessione moderata da Rossana Copez, che vedrà, tra l’altro, gli interventi di Maria Elvira Ciusa, Luciano Marrocu e Marcello Fois.
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