Il piacere della scoperta con Alberto Angela
Sassari, Teatro Comunale stracolmo per la star della divulgazione che ha presentato il suo libro “Gli occhi della Gioconda”
SASSARI. Eccolo il popolo in cerca del “piacere della scoperta”: un ampio spaccato della società, trasversale per età, look e probabilmente formazione culturale. Quasi 2000 persone che hanno affollato il Comunale, messo a disposizione dall’amministrazione cittadina, per ascoltare, non una pop star, la nuova rivelazione di un talent o il tormentone di un comico, ma la presentazione di un libro che parla del Rinascimento. «Sono cresciuta con lui» dice Margherita giovane madre, entusiasmo condiviso da tanti. «La prova che la storia vera affascina più della fantasia» il parere dell’archeologo e di un nutrito gruppo di guide turistiche partecipano perché «e anche una lezione di come si fa divulgazione». «Piacevole e sempre scientificamente valido» per la coppia di insegnanti. Il grande appeal della cultura smentisce, sempre, ogni luogo comune.
Alberto Angela ieri a Sassari – dopo aver fatto il pienone anche a Cagliari – ha presentato il suo nuovo libro, appena pubblicato da Rizzoli, intitolato “Gli occhi della Gioconda” (360 pagine, 22 euro) incontro organizzato da Lìberos per la quarta edizione del festival diffuso Éntula.
Al centro dell’indagine il quadro più famoso del mondo, un’immagine iconica e misteriosa, l’opera di una mente eccelsa, multiforme e moderna come quella di Leonardo Da Vinci: «Un uomo del passato che ci appare contemporaneo proprio per la capacità di indagare, senza limiti, ogni aspetto dell’esistenza» come sottolinea Alberto Angela accolto da un fragoroso applauso ieri a Sassari. «Davvero grazie, siete tanti. Se siete qui è perché la bellezza e la cultura sono il nostro tratto distintivo – risponde così Alberto Angela all’ovazione – . Il nostro immenso patrimonio è la nostra ricchezza. L’Italia è l’unico paese ad avere un programma culturale in prima serata, con ascolti record, e la Sardegna è sempre tra le prime regioni negli ascolti, grazie. Sembrano frasi fatte ma sono affermazioni pesanti per i tempi in cui viviamo».
Seguire questo viaggio nella conoscenza accompagnati da un esploratore come Alberto Angela e piacevole e gratificante. Come abbiamo imparato con lui negli anni la divulgazione non è semplificazione ma, piuttosto un’individuazione degli aspetti significativi della ricerca, la creazione di un ritmo e l’impaginazione chiara dello sviluppo e del racconto. E questo Alberto Angela lo sa fare molto bene, nato a Parigi nel 1962, naturalista e paleontologo, ha pubblicato già numerosi bestseller di divulgazione. Il suo lavoro e quello del padre Piero rappresentano un’oasi in cui dissetarsi nel deserto – specie quello degli ultimi decenni – della tv spazzatura.
Per conoscere la Gioconda e il suo autore non bisogna aver studiato certo storia dell’arte. «Un uomo che era primo in tutto, un genio nel vero senso della parola» Leonardo per Angela. L’analisi del ritratto di Lisa del Giocondo è anche un’ immersione nel Rinascimento, attraverso le tecniche pittoriche e la moda del vestiario. Alberto Angela parte da tanti piccoli particolari per ricucire la teoria dello studioso Carlo Pedretti – suo consulente nella ricerca e uno dei maggiori esperti dell’opera di Leonardo– . Il famoso quadro non sarebbe il ritratto della giovane moglie di Francesco del Giocondo, opera di cui si sono perse le tracce, ma il ritratto di una dama di Urbino morta di parto dopo aver dato alla luce il figlio illegittimo di Giuliano de’ Medici. Al centro della nuova lettura dell’opera l’analisi più attenta degli scritti di Giorgio Vasari – che parla delle sopracciglia perfettamente dipinte in un quadro del 1502– e del segretario del Cardinale di Aragona, che visitò Leonardo in Francia nel 1516, e che parla invece di un’opera che il pittore stava terminando in quegli anni.
Un viaggio affascinante e ricco di particolari che Alberto Angela percorre con padronanza del palco aiutato dalle slide tratte dal libro. In poco più di un’ora questa nuova teoria, già nota e al centro di dibattito scientifico, viene riorganizzata e ordinata in un unico flusso che affascina il pubblico – attento e incollato alle poltrone– e strappa il lungo applauso finale. La lunga fila per il firmacopie finisce a tarda sera e Alberto Angela, paziente e sempre con un sorriso non manda via nessuno senza l’autografo sul frontespizio, fila lunghissima perché ancora molti lettori arrivano dopo la presentazione.
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