Soul System, la vittoria dell’integrazione
I trionfatori di X-Factor sono figli di immigrati ghanesi cresciuti in Italia: «Dedicata ai ragazzi di colore che arrivano qui»
MILANO. Quando è arrivata la chiamata di ripescaggio avevano già archiviato il loro sogno di X-Factor: i Soul System erano già on the road sulle strade della Sardegna, il loro programma era quello di fare 45 concerti in 40 giorni. Poi la rinuncia dei Jarvis («Gli manderemo un panettone...») e l’ingresso nell’agognato loft dove «ci siamo detti che non saremmo potuti andare avanti se non per arrivare fino alla fine». E così è stato. Hanno trionfato nella finale del Forum di Assago che ha raggiunto cifre da capogiro, la più vista e seguita di sempre: davanti a lla tv su Sky Uno, TV 8 e Cielo da 2.280.410 sono stati calcolati spettatori medi e 6.708.794 spettatori unici, con uno share del 10,73%. Numeri che per una sera hanno posizionato Sky Uno al quarto posto tra i canali nazionali.
La loro è stata definita la vittoria dell’integrazione perché eccetto Alberto, i componenti della band sono tutti figli di immigrati ghanesi, provenienti dalla capitale Accra o dalla metropoli Kumasi, e sono cresciuti da italiani tra Verona e Brescia. Il rapper Samuel, in arte Don Jiggy, è il solo a non avere la cittadinanza italiana, essendo tornato in Ghana a studiare ragioneria e a lavorare in banca: «Nel 1987 ero l'unico nero nel mio quartiere e a scuola, eppure quando sono tornato in Africa la gente mi vedeva come diverso: se la mia prima lingua è l'italiano perché non ho la cittadinanza?». : «Noi siamo fieri di essere sia africani sia italiani. Speriamo che la nostra vittoria dimostri che con la cultura e lavorando sodo si può fare qualcosa di importante chiunque tu sia e qualunque sia il colore della tua pelle - spiega Joel -. Vogliamo ispirare tanti ragazzini di colore che pensano di non potercela fare perché nati in Italia». E il messaggio di tolleranza e integrazione incarnato dalla band, per quanto apolitico, aspira ad arrivare «ai piani alti» e oltre la musica: «Forse non si può accogliere tutti i migranti, ma nemmeno respingere tutti: come è giusto fare beneficenza, così anche aiutare persone in difficoltà», dice David.
Alle radici di questa vittoria, un percorso di formazione lungo, partito dall'apprendimento dei rudimenti musicali nel contesto del culto evangelico («In chiesa si suonava ogni strumento», ricorda Joel) e culminato nell'incontro di Leslie, Joel, Alberto e Samuel nel loro studio di registrazione a Verona oltre un anno e mezzo fa. L'attitudine al lavoro con prove estenuanti e la gavetta sono state la chiave del successo secondo i Soul System: «Il contatto con il pubblico per noi è importantissimo, e all'inizio di X Factor eravamo quasi una band da sagra, ci mancava il lato discografico, che abbiamo sviluppato qui. E ora, dopo il successo televisivo, questa carriera all'insegna dello swagga (africanizzazione originale del swag, lo “stile” della cultura hip-hop) si apre al grande pubblico con un contratto discografico e la promessa di Alvaro Soler di collaborare nel loro disco e invitarli ad aprire i suoi concerti a Milano e Roma (22 e 24 febbraio).
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