Spielberg, i 70 anni di un genio del cinema
Il compleanno cade oggi: da “E.T.” a “Schindler’s List” i successi di un autore tra i più prolifici della storia di Hollywood
LOS ANGELES. Buon compleanno a uno dei registi più prolifici e influenti della storia del cinema hollywoodiano. Steven Spielberg compie settant’anni. Cinquantasei titoli diretti, ventidue di cui ha scritto la sceneggiatura, centosessantuno crediti come produttore, successi come «Lo Squalo», «E.T.», «Jurassic Park», «Indiana Jones» e «Schindler’s List», la carriera del regista di Cincinnati è vasta, varia e iniziata prestissimo.
Risale al 1959 il suo primo cortometraggio da regista. Aveva tredici anni ed era un ragazzino con la passione per il cinema, scrisse e diresse «The Last Gun», corto che raccontava della sete di vendetta di un orfano i cui genitori erano stati uccisi da un bandito. Niente di troppo originale, forse, ma già allora si intravedeva la passione che lo avrebbe portato a scalare la vetta della collina di Hollywood. Il suo primo lungometraggio è «Duel», del 1971, storia di un autista perseguitato da un camionista per le strade d’America, ma il successo planetario arriva a 29 anni, con «Lo squalo», thriller che segna l’inizio del moderno blockbuster. «Lo squalo» è ancora oggi il film di Spielberg che ha incassato di più, eppure quella produzione fu un disastro, come racconta lo stesso regista: «Eravamo una banda di giovani inesperti, finimmo con un centinaio di giorni di ritardo. Andammo fuori budget, rischiai il licenziamento una ventina di volte. Usammo uno squalo meccanico che il sale dell’Oceano Atlantico ben presto corrose. Il nostro squalo si bloccava continuamente e andava sempre a fondo». Nonostante le difficoltà il film è un successo enorme e gli apre le porte di Hollywood.
Due anni dopo gira incontri ravvicinati del terzo tipo, nel 1981 «I predatori dell’arca perduta», primo film della saga di «Indiana Jones», che segna linizio della collaborazione con Harrison Ford, l’anno dopo arriva «E.T. - L'extra-terrestre» e nel 1985 gira il suo primo film impegnato, «Il colore viola» sul tema del razzismo in America. Ma è nel 1993, con «Schindler’s List», che ottiene il riconoscimento della critica e degli addetti ai lavori oltre che del pubblico che ormai lo adora. Con «Schindler’s List», Spielberg, di famiglia ebrea, racconta il dramma dell’Olocausto attraverso la storia di Oskar Schindler (Liam Neeson), che nella seconda guerra mondiale salvò centinaia di ebrei dalla deportazione. Spielberg, che per quel film non vuole essere pagato, vince tre Oscar, miglior film, regia, sceneggiatura e il film complessivamente porta a casa sette statuette. Ancora oggi il regista parla di quel dramma – interamente girato in bianco e nero a sottolinearne la drammaticità – come del suo film della svolta, professionale e personale: «Iniziai a girare, in Polonia, e mi resi conto che quel film avrebbe cambiato tutto, avrebbe cambiato la mia vita».
Poi vennero «Jurassic Park», «Salvate il soldato Ryan» con Tom Hanks, «A.I. Intelligenza artificiale», «Minority Report» con Tom Cruise, «Prova a prendermi» con Leonardo DiCaprio e ancora Tom Hanks. Quella con Hanks è un’amicizia e collaborazione che produrrà molti film ma anche diverse serie tv importanti, come «Band of brothers», «Dalla terra alla luna» e «The Seventies». L’ultimo progetto che li ha visti collaborare è stato «Il ponte delle spie», candidato a cinque Oscar lo scorso anno (ne ha vinto uno, migliore attore non protagonista all’inglese Mark Rylance). Quest'estate invece è uscito negli Stati Uniti «GGG - Il grande gigante gentile», fantasy che in Italia arriva ora, il 30 dicembre, poi nel futuro del regista c’è il quinto capitolo della saga di «Indiana Jones» che dovrebbe vedere ancora una volta Harrison Ford nei panni dell'ormai attempato avventuriero archeologo.
In veste di produttore Spielberg ha firmato titoli come «Poltergeist» (che ha anche cosceneggiato), «Gremlins», «I Goonies», la trilogia di «Ritorno al futuro», «Chi ha incastrato Roger Rabbit» e la saga di «Transformers».
Molto più tranquilla la sia vita personale, lontano dal gossip e dagli obiettivi dei paparazzi, Spielberg si è sposato due volte. Amy Irving, la prima moglie ha avuto un figlio mentre con Kate Capshaw, sua attuale compagna da 25 anni, ha avuto altri cinque ragazzi, che ora festeggiano con lui questo compleanno importante.
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