La Nuova Sardegna

La bottega dei sogni, parole e musica

di Grazia Brundu
La bottega dei sogni, parole e musica

Martedì al Civico i testi dei pazienti con disagio mentale e le canzoni dei Tazenda

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SASSARI. Anche quest’anno nel periodo delle feste il teatro Civico, Palazzo di Città di Sassari, ospita “La bottega dei sogni, tra parole e musica” (martedì 27 a partire dalle 21).

Si tratta di un appuntamento molto caro alla città, una serata di letture poetiche, musica e cabaret che arriva adesso alla sesta edizione. Con la stessa carica di energia e di entusiasmo che dal 2011 accompagna chi sale sul palco e chi organizza l’evento: i pazienti e gli educatori del Dipartimento di salute mentale di Sassari, in collaborazione con i tecnici della Clinica psichiatrica dell’Università, gli operatori delle comunità protette di Rizzeddu e gli studenti dell’istituto cittadino paritario “Europa”.

La regia è curata dal regista Pierangelo Sanna dell’associazione teatrale “Paco Mustèla” e sul palco quest’anno ci saranno anche i Tazenda e il trio comico portotorrese dei Tre amici immaginari. Ospiti entusiasti che gratuitamente hanno deciso di essere presenti, come già, nelle edizioni passate, Paolo Fresu, i Tenores di Neoneli, i Chichimeca, Enzo Favata e tanti altri artisti. I veri protagonisti di “La bottega dei sogni” sono però i pazienti del Dipartimento di salute mentale, pronti a regalare al pubblico poesie, riflessioni, componimenti messi su carta per l’occasione o composti in maniera indipendente, nel corso dei mesi e degli anni, un po’ come un diario di bordo di incontri e giornate.

Il loro desiderio, generoso e istintivo, è quello di raccontarsi e entrare in contatto con il mondo cosiddetto “normale”. Un mondo non così lontano, visto che episodi di sofferenza e di disagio psichico, più o meno gravi, possono capitare a tutti nella vita e quindi non dovrebbero essere difficili da capire. Proprio per combattere i pregiudizi nascono occasioni come “La bottega dei sogni”, che non è un episodio isolato ma uno degli eventi collaterali del laboratorio teatrale condotto da Pierangelo Sanna e confluito, questa estate, nella messa in scena della commedia “Lo spione”.

Il teatro è, per il Dipartimento di salute mentale, uno strumento parallelo rispetto alle terapie tradizionali, una sorta di rinforzo al percorso di cura. Non è l’unico, però. Tra le varie iniziative di socializzazione c’è anche la presenza dei pazienti, in veste di ciceroni e accanto agli studenti delle scuole, alla manifestazione culturale “Monumenti Aperti”. E poi, tra le attività più recenti, c’è stato anche un corso per bibliotecari e l’inaugurazione, nel mese di ottobre, grazie al sostegno di Fondazione di Sardegna, associazione Coilibrì e libreria Koinè, di una biblioteca che al momento conta circa ottocento volumi.

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