“Bullied to Death” di Giovanni Coda è ottavo nella classifica dei lungometraggi usciti nel 2016
SASSARI. Fine anno, tempo di bilanci. Per il cinema italiano si può dare un’occhiata a un portale di riferimento, un autorevole database com’è quello di cinemaitaliano.info. Tra le informazioni più...
SASSARI. Fine anno, tempo di bilanci. Per il cinema italiano si può dare un’occhiata a un portale di riferimento, un autorevole database com’è quello di cinemaitaliano.info. Tra le informazioni più interessanti che si possono trovare figura una particolare classifica dei film più premiati dell’anno, fondata sulla partecipazione ai festival e i riconoscimenti ottenuti. Nella top ten c’è anche “Bullied to Death”, coraggioso film indipendente su bullismo e omofobia diretto Giovanni Coda, che si inserisce al fianco di diverse produzioni mainstream.
«Un risultato – dice il regista cagliaritano – che è, per me e per tutto il cast, la vera vittoria, il premio più importante. Arriva a ridosso degli straordinari risultati ottenuti da “Il rosa nudo” (il precedente e già pluripremiato lavoro di Coda n.d.r.) confermando che l’impostazione produttiva, ispirata al mercato indipendente a budget km zero, quando è strutturata attorno a storie e sceneggiature di ampio respiro internazionale funziona, viene apprezzata e premiata. Il bullismo è un tema di grande attualità che anche attraverso il nostro film, che ne rappresenta una parte, ovvero quello legato al mondo dell’omofobia, attraverso un circuito internazionale di festival ha trovato un’importante audience che ne ha accolto e dibattuto le istanze in maniera costruttiva e formativa».
Una bella soddisfazione per il regista sardo e il suo lungometraggio che dopo l’anteprima assoluta a maggio, al Torino Lgbt film Festival, in sette mesi ha fatto un bel giro del mondo passando per importanti manifestazioni cinematografiche a Melbourne, Atlanta, Mosca, Amsterdam, Cardiff, Los Angeles. Proprio all’estero ha ottenuto gran parte dei riconoscimenti, ben sette. L’ottavo è arrivato pochi giorni fa all’Omovies di Napoli, dove “Bullied to Death” è stato premiato come miglior film di fiction con una significativa motivazione: «In un solo film teatro, danza e cinema a testimoniare che la lotta contro l’omofobia e la transfobia passa attraverso la cultura. Un’opera visionaria completa in ogni sua parte».
Un 2016 quindi davvero importante per Coda che per il futuro ha già in programma altri due film. «Pur collocandomi decisamente al di fuori della “cinematografia sarda”, quella istituzionale per intenderci, rappresentata attraverso la nostra legge sul cinema – evidenzia il regista – penso che il credito internazionale che i miei due ultimi film hanno incassato possa essere speso per fissare, in prospettiva, ulteriori traguardi, spostando quei limiti produttivi, ma soprattutto narrativi, obsoleti e polverosi, di cui non si percepisce più alcuna “urgenza” e che comunque non hanno prodotto i risultati sperati alla nascita della legge di regolamentazione del comparto audiovisivo».
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