Il nuovo museo dei Giganti: i disegni di Marras e la tecnica di Nivola
Cabras, la “casa” che ospiterà le statue di Mont’e Prama. Struttura a pannelli realizzati con il sistema del “sand cast”
CABRAS. C’è un concetto che sta alla base del progetto per il nuovo museo di Cabras: i Giganti di Mont’e Prama non sono solo preziosissimi reperti archeologici. Sono anche preziosissime opere d’arte. Sono prima di tutto statue. E la loro casa dovrà essere un’adeguata cornice a tanta doppia grandezza: quella archeologica e quella artistica.
La firma è degli architetti Walter Dejana e Renata Fiamma che nei giorni scorsi hanno presentato il progetto esecutivo recentemente approvato dal Comune di Cabras.
La simulazione al computer anticipa la visione della futura veste del Museo dei Giganti: un parallelepipedo realizzato con dei grandi pannelli dove, con la tecnica del sand cast, verranno riprodotti in modalità tridimensionale i disegni che lo stilista Antonio Marras ha realizzato pensando ai protagonisti di questa storia affascinante e per molti versi ancora misteriosa.
[[atex:gelocal:la-nuova-sardegna:site:1.14666369:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.lanuovasardegna.it/image/contentid/policy:1.14666369:1653417837/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
Nelle facciate disposte sui lati lunghi verranno rappresentati frammenti di figure. Figure che poi si ricomporranno nei lati corti della struttura, andando a formare delle immagini femminili.
Tutto il museo vuole essere un omaggio alla cultura e all’arte dell’isola, dal passato più remoto ai giorni nostri. E la stessa tecnica che verrà usata per la realizzazione dei grandi pannelli è ispirata a quella utilizzata da Costantino Nivola per la realizzazione di tante sue opere.
«Il sand-casting - spiegano i due progettisti - è una tecnica scultorea che permette di realizzare bassorilievi in cemento, che diventano veri e propri elementi architettonici prefabbricati. Inventata nel 1948 a East Hampton da Costantino Nivola e condivisa con le Corbusier, “maestro dell’architettura moderna”, il sand-casting realizza la sintesi delle arti maggiori: pittura, scultura e architettura e costituisce la possibilità di plasmare poeticamente il béton brut della nuova architettura».
La differenza tra le opere di Nivola e i pannelli che verranno utilizzati a Cabras sta nel fatto che l’artista di Orani ne faceva strumento «per realizzare decori, paramenti artistici», ricorda Walter Dejana. Al Museo dei Giganti il sand cast sarà una tecnica costruttiva: «Il bassorilievo sarà l’elemento architettonico che definisce lo spazio». Non una semplice decorazione, ma una componente strutturale del museo.
«L’idea di base è quella della contrapposizione tra buio e luce - dice Walter Dejana - che per noi rappresenta il confronto tra ignoto e conoscenza».
Lo spazio architettonico è pensato come il punto di contatto, «il “tra” che unisce ciò che è incerto e si può solo immaginare, con ciò che si conosce. L’incertezza che avvolge le statue e il desiderio di conoscenza che ne deriva si traspongono in linguaggio architettonico nel rapporto buio-luce, che è metafora fondante del progetto e che si esprime nella maniera più completa nella Sala dei Giganti».
E quindi il gioco delle contrapposizioni si trasferisce dall’esterno e dai disegni di Marras alle sale interne dove, dal buio dell’ignoto, sorgeranno nella luce le statue di Mont’e Prama. Con il loro carico di conoscenza e di abilità legata a un periodo in cui quelle conoscenze e quelle abilità erano maneggiate da poche persone al mondo.
Il museo, nelle intenzioni dei progettisti, dovrà essere un nuovo pezzo di città». Un polo costituito da tre blocchi: quello espositivo, quello ricettivo e quello amministrativo. Strutture inserite all’interno di un parco che, dalle rive dello stagno, guarda proprio verso l’area di Mont’e Prama, dove le statue sono rimaste sepolte a lungo. E gli elementi architettonici del museo appariranno come «monoliti, geometrie semplici che diventano un tutt’uno con il disegno del parco».
A fine mese si dovrebbe avere la gara d’appalto per i lavori. Potrà aprire il cantiere della nuova casa dei Giganti, dove la luce della conoscenza si farà spazio nel buio dell’ignoto.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
