La Nuova Sardegna

Vita in paese, poesia e rivoluzione culturale

di Paolo Curreli
Vita in paese, poesia e rivoluzione culturale

Parla Franco Arminio, scrittore “paesologo”: «Dalla Gallura arriva un’intuizione bellissima, la città dei piccoli centri»

3 MINUTI DI LETTURA





SASSARI. «Paesologo», questa è la definizione di se stesso che preferisce. Franco Arminio, scrittore e regista irpino, fa della vita dei piccoli centri il fulcro della sua poetica e guarda con interesse e convinzione all’iniziativa di questi giorni partita dalle piccole comunità della Gallura montana: una “città dei paesi” che è in corso di definizione amministrativa e politica, ma che ha già un suo manifesto poetico nella pagina facebook “Paesitudine” creata e animata da Emiliano Deiana, sindaco di Bortigiadas.

«Conosco l’iniziativa di Emiliano e la condivido pienamente – dice Arminio – perché va nella direzione giusta, i paesi non sono destinati a scomparire. I paesi si spostano e rinascono, è sempre accaduto così. Se non sono morti negli anni ’60 e ’70, quando la spinta all’urbanizzazione era più forte, non moriranno certamente adesso che il pendolo oscilla nell’altra direzione».

Quindi per Franco Arminio il processo di inurbamento non è un destino antropologico ineluttabile. «Un processo che a un certo punto finisce, oggi il ritorno alla vita nei piccolo centri appare minoritario ma c’è una tendenza che è partita e non si fermerà. Gli uomini hanno vissuto per millenni nelle montagne e in piccole comunità, e oggi c’è un ritorno– prosegue lo scrittore –. È una leggenda costruita dire che il modello della vita di città sia l’unico proponibile. Le metropoli danno tanto in termini di consumo ma sono molto povere per quello che riguarda il benessere sociale e spirituale. Si sta male anche nei piccoli centri e si può stare bene anche in una metropoli, bisogna solo impedire che l’urbanizzazione diventi una patologia. La nostra vita ha bisogno di senso e di legami. Oltrettutto è più semplice riempire il vuoto che tentare di aggiungere a quello che già è pieno».

Un processo difficile da cogliere ma che non sfugge a chi lo segue con attenzione. «Non sono solo i paesi a essere malati ma tutte le cose, stiamo morendo ma anche stiamo guarendo. La cosa importante e che cominciamo a crederci, la soluzione non è dietro l’angolo ed è pure molto complicato arrivarci. Anche se questo potrebbe essere solo un racconto è un racconto a cui è bello credere, perché se continuiamo a raccontarci che siamo degli sconfitti alla fine ci si crede davvero, invece questo nuovo umanesimo c’è già – sottolinea Arminio con convinzione–. L’importante è capire che si può vivere e abitare in un modo diverso». L’iniziativa che parte da Bortigiadas mette in campo le soluzioni della politica mettendo in campo anche quella della poetica. «Per questo è una cosa importante e una bellissima intuizione – conclude lo scrittore irpino–. La politica vive e propone le sguardo delle regole; la poesia cerca soluzioni con le regole dello sguardo. Con la penuria di soldi bisogna puntare, come fanno i paesi della Gallura, alla ricchezza delle relazioni. Per me parlare con un vecchio è già un laboratorio di sociologia. Superare la mentalità italiana che ha sempre avuto un rapporto malato con la natura e il paesaggio». In questi giorni Arminio, che nella sua Irpinia ha visto uno dei terremoti più distruttivi, è impegnato con una troupe della Rai ad Amatrice. «Racconto queste comunità colpite, ma spero di riuscire a venire a Bortigiadas a marzo. La Sardegna è grande e importante per tutti».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Maltempo

Meteo Giuliacci, ciclone in arrivo: piogge intense e temperature in picchiata

Le nostre iniziative