Artificiale e naturale Incontri attraverso l’arte
TEMPIO. Termina con un omaggio del regista Tore Manca a Lia Origoni, l’attrice e cantante maddalenina che ha recitato con Strehler e Totò, la rassegna di cinema sperimentale “Nature Concrète”, ideata...
TEMPIO. Termina con un omaggio del regista Tore Manca a Lia Origoni, l’attrice e cantante maddalenina che ha recitato con Strehler e Totò, la rassegna di cinema sperimentale “Nature Concrète”, ideata dall’associazione Mater-ia e ospitata dal 13 al 21 gennaio nei locali dell’Officina dei ragazzi. Una rassegna pensata con il proposito di conciliare due mondi, tecnologia e natura, il cui accostamento suggerisce spesso l’idea di relazioni conflittuali e senza soluzione.
La rassegna ha offerto una pluralità di prospettive molto varie, tutte però unite dal comune denominatore del linguaggio filmico che si fa sperimentale per tradurre in immagini la complessa simbologia del quotidiano. È stato così sin dalla prima proiezione in programma, “Bioethic Vision”, mediometraggio realizzato da Manca nel 2015 per raccontare il processo rigenerativo di una natura che sopravvive grazie alle sue inesauribili trasformazioni. A questa natura e all’alta dignità della vita vegetale Bruno Petretto ha dedicato il corto “In Alvule”, in cui figura anche come attore. Ruolo che ha avuto Valentina Casabianca in “010” di Riccardo Muroni, esplorazione sul senso e le molteplici relazioni del tempo. Le aritmie del quotidiano e il contrasto tra artificiale e naturale sono stati il tema conduttore di altri video, come in “Beginning of the End”, di Pino Squintu, dove la meta da raggiungere è il punto di contatto tra elaborazione concettuale (l’idea che prende forma) e la natura vista come fonte di ispirazione conoscitiva. «In quest’ultimo lavoro – spiega Squintu – con l’utilizzo di fotogrammi base derivati dal mondo naturale, sono stati inseriti, in forma digitale, diversi interventi pittorici, capaci di interagire con le immagini preesistenti. Il video realizzato è un viaggio nel formarsi dell'immagine attuato da variazioni di segno e colore, via via più complesse”. In “Anatomia di un battito” di Annalisa Pisoni Cimelli, la natura viene rievocata con il concorso di più tecniche. «La pittura, la fotografia – dichiara – le immagini in movimento, danno vita ai miei lavori, esprimendo con forma differente un racconto, un’intuizione, una storia, una trama».
La rassegna, che va in archivio con la presentazione di “Lia, Music Non Stop”, di Tore Manca, ha ospitato un altro, apprezzato omaggio. A renderlo all’arte e al genio di Antonin Artaud è stato Marco Boscani. Il suo “ArtauDianaMente”, interpretato da Marco Sanna e Luana Mulas, si è ispirato alla “Pietra filosofale” del maestro del teatro della crudeltà. L’opera si sviluppa sul tema del doppio, in cui un inquieto Arlecchino offre il proprio corpo perché da questo sia estratta la pietra filosofale, sogno di generazioni di alchimisti ed elemento segreto di mille combinazioni e magiche trasformazioni della natura.
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