Enzo Iacchetti si racconta sul palco: «Porto il sogno di un bimbo di 9 anni»
Sabato a Lanusei e domenica ad Arzachena lo spettacolo del conduttore di “Striscia la notizia” «Il segreto del successo? Avere talento e crederci sempre, io sono diventato famoso a 39 anni»
SASSARI. Enzo Iacchetti si racconta sul palcoscenico. “Intervista confidenziale” (sottotitolo “La storia di un ragazzo che voleva volare in alto anche se soffriva di vertigini”) è lo spettacolo che il popolare attore e comico lombardo sta portando in giro per l’Italia insieme a Giorgio Centamore e che sbarca in Sardegna per due tappe sabato al teatro di Lanusei e domenica all’Auditorium di Arzachena. Uno spettacolo nel corso del quale il filo conduttore sarà l’intervista che Centamore, fidato autore e collaboratore, farà a Iachetti. Con la possibilità, che aggiunge variabili imprevedibili facendo diventare ogni serata diversa dalle altre, per gli spettatori di porre a loro volta domande senza limiti: «Il bello di questo spettacolo è che nemmeno io so che cosa succederà - dice Enzo Iacchetti -. Il pubblico potrà anche svelare segreti e curiosità, ci saranno racconti umani, buffi, anche tristi, l’ingrediente basilare sarà comunque l’ironia».
Come è nato questo spettacolo?
«Da un incontro che ho avuto con un gruppo di studenti universitari, i quali si sono entusiasmati sentendo quanto carattere ci vuole per arrivare al successo, superando anche le palate in faccia e lo scetticismo. Ho cominciato a sognare di fare questo mestiere quando avevo nove anni, cantavo e suonavo già da giovanissimo, però i miei genitori sono sempre stati contrari e ho dovuto combattere anche in famiglia. Ho fatto tanta gavetta e a un certo punto mi sono trovato a fare trasmissioni di grandissimo successo come il “Maurizio Costanzo Show” e “Striscia la notizia”».
Che ricordi ha, oggi, degli esordi di quelle trasmissioni che hanno cambiato la televisione italiana?
«Del Maurizio Costanzo Show ricordo soprattutto il successo pazzesco nel giro di pochi giorni. Nel giro di tre puntate la mia vita cambiò in maniera impressionante, la gente mi riconosceva e mi fermava per strada, improvvisamente cominciarono a piovere le proposte di lavoro a teatro, dopo vent’anni di gavetta. La mia bravura fu quella di riuscire a gestire il successo e ci riuscii principalmente per il background che avevo alle spalle. Se hai vent’anni è facile perdere la testa, io invece ne avevo trentanove e, appunto, tanta esperienza».
E di “Striscia la notizia” cosa ricorda?
«Anche quella fu una scommessa, avevo un contratto di una settimana ma la scintilla con Greggio scoccò subito. Facemmo un patto: quello di non litigare e restare sempre amici. Così è stato, ancora oggi siamo la coppia più bella del mondo».
Il segreto di quel bambino testardo, alla fine, qual è ?
«Tenere duro e crederci, studiare, rinnovarsi. Non fermarsi a un tormentone come tanti comici, se hai solo il tormentone dopo un quarto d’ora la gente va via dal teatro. E poi avere sempre voglia, a 64 anni sono ancora qui, continuo a lavorare e non certo perché ho bisogno di soldi, mi piace dare una mano ai giovani. Mi sto spostando verso il teatro anche per una questione di età, una parte la puoi trovare anche a ottant’anni. In tv è sempre più dura, ci sono tanti giovani bravi e prima o poi ti sorpassano. Sul palcoscenico invece una parte in “Morte di un commesso viaggiatore” puoi sempre provare a ottenerla».
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