“Buone notizie” riprende vita in formato dvd
Dopo un lungo periodo di oblio torna in circolazione l’ultimo film di Elio Petri interpretato da Giancarlo Giannini
SASSARI. Un anonimo funzionario trascorre le sue ore di lavoro guardando i televisori installati nel suo ufficio che trasmettono soltanto notizie di disgrazie varie. La scena, ripetuta più volte nell'arco del film, fa venire in mente certa televisione di oggi. Quelle trasmissioni che puntano l'attenzione sui delitti e occupano sempre più la programmazione, sfruttando l'attaccamento morboso dello spettatore a queste vicende. Aveva ragione Elio Petri: la cronaca nera sembra soddisfare uno strano piacere, amiamo le cattive notizie quando non ci riguardano.
Ancora una volta il grande regista romano era stato profetico, anche in quello che risulterà il suo ultimo film prima della prematura morte a 53 anni. Realizzato nel 1979, “Buone notizie”, sottovalutato e non capito allora, dopo un lungo periodo di oblio torna a vivere grazie all'uscita per la prima volta in dvd, in edizione Mustang Entertainment, e con ricchi contenuti speciali (distribuzione CG Entertainment). Dopo la pubblicazione di “Todo modo”, continua così l'opera di recupero per l'home video dell'opera dell'ultimo Petri. Autore scomodo, osteggiato, dimenticato. Rispetto al capolavoro liberamente ispirato all'omonimo romanzo di Leonardo Sciascia, realizzato qualche anno prima, “Buone notizie” è un film ancora più straniante. Protagonista Giannini (anche produttore insieme a Petri) nei panni di un impiegato, senza nome, che vive un rapporto oramai esausto con la giovane moglie Fedora (Ángela Molina) e una routine d'ufficio ripetitiva e alienante. Un giorno si fa vivo Gualtiero (Paolo Bonacelli), conoscente di vecchia data, ossessionato dall'idea che qualcuno voglia ucciderlo: ha con sé una pistola e un atteggiamento poco lucido che fa dubitare sulla fondatezza delle sue ossessioni. Coinvolto suo malgrado nella faccenda, l'impiegato si fa convincere dalla moglie dell'amico, Ada (Aurore Clément), che l'unica soluzione sia ricoverarlo in una clinica psichiatrica. Questa la trama del film testamento di Petri, regista dal punto di vista estetico maestro nei movimenti di macchina e nella composizione delle inquadrature. Uno stile originale e riconoscibile al servizio di una narrazione che porta sullo schermo tematiche forti e di denuncia, nel corso della carriera raccontate con toni sempre più grotteschi. E accompagnate da un pessimismo, nei confronti della società e dell'uomo, che in “Buone notizie” diventa feroce. Un affresco surreale ambientato in una Roma decadente, ricoperta di spazzatura. Con un finale beffardo che spiazza ancora una volta lo spettatore, smarrito di fronte a un cinema che può apparire sconclusionato e privo di senso ma che sotto la superficie nasconde un'analisi lucida della società e dell'individuo.
Ad arricchire il dvd ci sono poi interessanti extra: un intervento di Ennio Morricone, che racconta la sua lunga collaborazione con Petri iniziata con “Un tranquillo posto di campagna” e proseguita con i film successivi (compreso “Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto" con una delle colonne sonore più celebri del grande compositore), e le interviste a Giannini, Bonacelli e alla moglie Paola Petri incentrate su “Buone notizie”. Un film complesso, difficile, da riscoprire.
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