Ritorna in libreria “Il mondo deve sapere”
SASSARI. Da oggi Einaudi manda in libreria la ristampa del testo di esordio di Michela Murgia, “Il mondo deve sapere”, diario del periodo di lavoro trascorso dalla scrittrice in un call center di...
SASSARI. Da oggi Einaudi manda in libreria la ristampa del testo di esordio di Michela Murgia, “Il mondo deve sapere”, diario del periodo di lavoro trascorso dalla scrittrice in un call center di Oristano, pubblicato per la prima volta dieci anni fa. «Rileggere oggi le pagine che scrissi allora – spiega Michela Murgia nella prefazione – può strapparmi forse un misero compiacimento per la capacità che avevo di ridere davanti al baratro, ma nulla piú di questo, perché nel frattempo non ha smesso di essere vero che la mia generazione, insieme a pensione, diritti e stabilità, in quegli scantinati invisibili alla politica si è persa, giorno dopo giorno, anche il futuro». Gli scantinati invisibili della politica sono quelli in cui s’è consumata, per motivi in genere molto poco onorevoli, la resa allo strapotere della finanza globalizzata. E “Il mondo deve sapere” non ha perso niente della sua capacità di spiegare i meccanismi attraverso i quali ciò è avvenuto.
Quando un decennio fa Michela Murgia lanciava il suo sarcastico e insieme serissimo grido d’allarme aveva perfettamente chiaro come sarebbe andata a finire. «Furono – scrive l’autrice sempre nella prefazione alla ristampa – gli scrittori e le scrittrici tra i trenta e i quarant’anni – Nove, Bajani, Desiati, Platania, Baldanzi, Falco, Incorvaia e Rimassa – a raccontare per primi quello che stava succedendo, ma c’è voluto un decennio ancora perché un’istituzione come l’Inps, calcoli alla mano, si rendesse conto che il disastro che allora in pochi annunciavamo come possibile era già diventato probabile per la maggior parte di noi». In questa «generazione depredata – scrive Michela Murgia – è l’Italia che si è perduta, sacrificando milioni di intelligenze, di idee e di potenzialità all’avidità di una parte del mondo industriale, quello che conta davvero, fatto di manager convinti che la vita delle persone non sia una risorsa, ma un costo da ridurre fino a metterlo in concorrenza col più basso salario al mondo». (cos.c.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
