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A Bottura la laurea ad honorem dell’Università di Bologna

BOLOGNA. «Che emozione sarebbe per mia mamma vedermi qui oggi. Vorrei dedicare a lei questo traguardo»: così lo chef di fama internazionale Massimo Bottura, neo dottore ad honorem dell’Alma Mater di...

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BOLOGNA. «Che emozione sarebbe per mia mamma vedermi qui oggi. Vorrei dedicare a lei questo traguardo»: così lo chef di fama internazionale Massimo Bottura, neo dottore ad honorem dell’Alma Mater di Bologna in Direzione aziendale. Bottura, chef e imprenditore dell’Osteria Francescana di Modena, miglior ristorante del mondo nella lista Worl’s 50 Best Restaurants 2016, è stato definito, nella laudatio letta ieri mattina per conto del Senato accademico dal professor Max Bergami, «un modello da imitare, non solo per il suo settore ma anche per le piccole e medie imprese italiane». «Massimo Bottura – si legge nelle motivazioni che hanno portato al conferimento della laurea – è un caso esemplare di gestione di una piccola impresa familiare italiana che ha raggiunto in pochi anni un successo senza precedenti e una notorietà a livello globale».

«Ventidue anni fa, il 9 marzo del 1995, ho aperto l’Osteria Francescana in una piccola via del centro di Modena, via Stella – ha ricordato Bottura –. Eravamo in tre in cucina e uno in sala. All’inizio non è stato per niente facile. Ma poi sono arrivati le stelle, i cappelli, le forchette». «Mi piace vedere l’Osteria Francescana – ha spiegato Bottura – come una bottega rinascimentale. Le botteghe erano luoghi dove si apprendeva il mestiere dai maestri, da i quali si imparavano le tecniche ma anche uno stile una cultura, gli elementi che avrebbero caratterizzato una determinata scuola. Noi a Modena abbiamo creato un laboratorio di idee dove ogni giorno si fa cultura. Ma siamo anche a fianco dell’agricoltura: siamo diventati punto di riferimento di una nuova generazione di contadini, allevatori, pescatori, artigiani che sono cresciuti al nostro fianco e hanno condiviso la nostra filosofia». «Sono veri e propri eroi – ha concluso il neo dottore Bottura –. Attraverso le materie prime che ogni giorno portiamo sui nostri banchi di lavoro, sono loro che fanno grande la nostra cucina».

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