Festival di Sanremo, gli Istentales esclusi: «Comanda Facebook»
La rabbia del cantante Gigi Sanna dopo la bocciatura. Il gruppo nuorese aveva presentato una canzone con Tullio De Piscopo e voleva salire sul palco dell’Ariston insieme con i Mamuthones
SASSARI. Le luci si spengono per lasciare i riflettori principali al palcoscenico del Teatro Ariston, i Mamuthones compaiono in cima alla scalinata e cominciano lentamente a scendere i gradini col loro inconfondibile incedere, la musica degli Istentales riempie la sala, la voce di Tullio De Piscopo attacca un rap napoletano che poi lascia spazio alla voce di Gigi Sanna. Il progetto del gruppo nuorese era questo, un sogno che hanno accarezzato per qualche settimana e hanno poi dovuto abbandonare quando in diretta tv il direttore artistico Carlo Conti ha annunciato i nomi dei partecipanti senza scandire quello degli Istentales. Esclusi, forse, da una matrice «che punta tutto su un pubblico diverso. Un pubblico nuovo, che va su Facebook e ascolta la musica che arriva dai talent-show. Tutta roba che con noi ha poco a che vedere».
Come nel 2000, quando si erano fatti avanti senza successo insieme a Pierangelo Bertoli, anche questa volta non hanno avuto fortuna proponendosi insieme a grandi nomi della musica italiana: tra gli autori di “La ruota del tempo” figura anche Roberto Vecchioni, insieme a Tullio De Piscopo e Gigi Sanna. E oggi che il Festival è alle prime battute ufficiali, la delusione di Gigi Sanna e dei suoi compagni di palco è ancora maggiore perché ci speravano, e non poco, dopo un promettente colloquio con Carlo Conti: «Ci ha convocati per un colloquio a Roma il 2 novembre - racconta Gigi Sanna - e ha anche specificato che si trattava di una sua iniziativa. Avevamo inviato la canzone e un videoclip, era un progetto al quale tenevamo tantissimi e sul quale avevamo cominciato a lavorare addirittura dal mese di marzo. Nel corso del colloquio Conti si è espresso in termini lusinghieri, ci ha detto di essere rimasto molto colpito dalla forza del contesto etnico. Perché il cuore del nostro progetto era, fare una cosa mai vista: portare sul palco la Sardegna più vera».
Conti però non si è voluto sbilanciare, dopo i complimenti: «Non ci ha detto di no, ma nemmeno di sì - dice ancora il cantante nuorese -. Ci ha solo detto che stava assemblando un puzzle di qualità e che il nostro progetto era sicuramente valido, tanto che ci ha incoraggiato a insistere a prescindere da quella che poi sarebbe stata la decisione».
Alla fine è andata male e agli Istentales resta il rammarico di essersi sentiti ancora una volta fuori contesto: «La bocciatura del nostro brano e l’ammissione alla gara di altri cantanti evidenzia che anche Sanremo ha fatto una virata ben precisa - aggiunge Gigi Sanna - e sicuramente si sta allontanando dalla canzone d’autore, quella che invece abbiamo proposto noi. Abbiamo provato ad avere qualche notizia sul perché dell’esclusione e ci hanno fatto capire che il nostro brano è stato considerato comunque un po’ datato. Pensate un po’ che nel Duemila, quando c’era Pippo Baudo, ci presentammo con una canzone che parlava della guerra in Afghanistan e ci dissero che era troppo attuale, che servivano cose più “classiche”. Oggi invece siamo datati...».
Il brano comunque non andrà perduto: «Qualcuno ci ha consigliato di riproporlo l’anno prossimo ma sarebbe ancora più vecchio - è la conclusione -. Lo inseriremo come pezzo d’apertura del nuovo disco che uscirà il prossimo maggio. Se fossimo andati a Sanremo coi Mamuthones avremmo toccato il cielo con un dito, ma anche così siamo certi che il nostro progetto saprà conquistare il pubblico».
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