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La soluzione nazista per le “vite indegne” La formula con cui il regime le definiva è agghiacciante: "vite indegne di essere vissute". E siccome erano indegne e, per giunta, se non soprattutto,...

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La soluzione nazista

per le “vite indegne”

La formula con cui il regime le definiva è agghiacciante: "vite indegne di essere vissute". E siccome erano indegne e, per giunta, se non soprattutto, costituivano un costo che distoglieva risorse da ambiti considerati degni, come ad esempio la Campagna di Russia, chi le viveva doveva essere soppresso mediante (così la chiamarono i nazisti) "eutanasia". Tra il 1939 e il 1945 duecentomila tedeschi di ogni età, neonati compresi, che soffrivano di malattie mentali o epilessia o che avevano infermità incurabili, furono uccisi nel corso del programma Aktion T4, non di rado con la complicità dei loro stessi famigliari, che si sollevavano così da cure, spese e "fastidi" vari. Il libro di Aly, oltre che denunciare i fatti, ricostruisce il quadro della società tedesca che permise e portò a tutto questo.

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