La Nuova Sardegna

Un inquisitore tormentato nelle vie della Roma barocca

di Roberto Sanna
Un inquisitore tormentato nelle vie della Roma barocca

Marcello Simoni abbandona il Medioevo e crea una nuova figura di detective Fra Girolamo Svampa indaga tra intrighi politici e segreti eccelsiastici

2 MINUTI DI LETTURA





L’uomo da un milione di copie ha fatto un doppio salto: prima ha cambiato casa editrice, passando da Newton (con la quale continuerà comunque a tenere un legame) a Einaudi Stile libero, poi ha abbandonato il Medioevo per passare al Seicento. E non è affatto un caso. Nelle due trilogie precedenti (quella del Mercante di reliquie e quella del Codice millenario), con le quali aveva letteralmente sbancato il mercato, aveva dato una sua personale lettura del Medio Evo cercando di sfrondarlo da falsi storici e confusioni.

Uno di questi punti è l’operato dell’Inquisizione con la caccia alle streghe, roghi pubblici e tutti gli annessi e connessi. La fase più oppressiva è sicuramente più avanti del Medioevo e l’esordio di Simoni con Einaudi (nella collana Stile libero) vede come personaggio principale proprio un inquisitore, Girolamo Svampa. Personaggio spigoloso, a volte cupo, con un passato tormentato che pian piano viene alla luce nel corso di un’indagine stavolta ambientata a Roma. “Il marchio dell’inquisitore” comincia in una tipografia dove viene rinvenuto il cadavere di un uomo incastrato dentro un torchio e si snoda in una vicenda che via via rivela orizzonti molto più ampi e pericolosi, lasciando sul campo altri morti. Quello che sembrava un semplice delitto si intreccia in una serie di intrighi politici e segreti ecclesiastici, con spazi per vendette private che non vengono consumate del tutto e lasciano aperto lo spazio ad altri episodi. Fra Girolamo Svampa ha tutte le caratteristiche del personaggio seriale e trova il suo contraltare in padre Francesco Capiferro, segretario della Congregazione dell'Indice, teoricamente il “padrone di casa” e di fatto la persona che modera gli eccessi di Svampa e lo costringe a ragionare nel modo giusto, offrendogli notizie e spunti per arrivare alla verità. Una verità scomoda alla quale nessuno dei due, da solo, sarebbe arrivato, in una Roma dove sta per cominciare il tredicesimo giubileo sotto papa Urbano VIII.

Come sempre l’ambientazione è accuratissima. Archeologo e bibliotecario, Marcello Simoni fa correre i suoi personaggi all’intero di paletti rigorosi soprattutto per quanto riguarda gli avvenimenti e le date. Ha sempre rifiutato per le sue opere l’etichetta di romanzi storici, preferendo definire i suoi romanzi “fantasy storici” svicolandosi anche dallo scontato paragone con “Il nome della rosa” dal quale ha preso sicuramente un po’ di ispirazione ma che certo non segue in maniera pedissequa. Con Newton ha venduto quasi un milione di copie, con Girolamo Svampa ha avviato un nuovo filone dove si fondono intrattenimento, precisione storica e cura dei particolari.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Maltempo

Meteo Giuliacci, ciclone in arrivo: piogge intense e temperature in picchiata

Le nostre iniziative