La voce dell’America contro il razzismo
I documentari in lizza agli Oscar insieme con “Fuocammare” legati dal filo rosso della mobilitazione contro Donald Trump
ROMA. «Fuocoammare» ha già vinto: il film di Gianfranco Rosi è nella rosa dei candidati all’Oscar per il miglior documentario, dopo aver vinto l’Orso d’oro al festival di Berlino 2016 e decine di altri riconoscimenti. Arrivare ad un passo dall’Oscar, porre all’attenzione della platea mondiale quel documentario su Lampedusa fortezza d’Europa è già moltissimo e lo stesso Rosi lo ha ribadito più volte. Ora che siamo al rush finale – la notte del 26 febbraio – vediamo una panoramica degli sfidanti, tutti temibilissimi e tutti, tranne uno, sembrano annodati tra loro in un filo rosso su politica, razzismo, discriminazione, perfetto per quella mobilitazione anti Trump che sarà probabilmente tra i temi forti della cerimonia degli Oscar. Ecco i titoli: «I Am not your Negro» di Raoul Peck; «O.J. - Made in America» di Ezra Edelman, «13th» di Ava DuVernay, «Life, Animated» di Roger Ross Williams.
«I Am Not Your Negro» (uscirà in Italia per Feltrinelli Real Cinema il 22 marzo) racconta la discriminazione razziale degli anni ’60 in America (con gli assassinii degli esponenti politici di maggior spicco) e gli eventi contemporanei che hanno visto la violenza delle forze dellìordine esercitarsi sui civili neri. Si mostrano tra l’altro le morti di Medgar Evers, Malcolm X e Martin Luther King Jr.
«O.J. - Made in America» affronta un tema che ha appassionato moltissimo gli Stati Uniti, ossia il caso O.J. Simpson, star del football che nel '94 venne accusato dell'omicidio della ex moglie e del suo amante e inseguito dalla polizia, in una diretta live seguita da milioni di spettatori, mentre fuggiva all'arresto su una Bronco Bianca.
Ava DuVernay ha invece costruito, con «13TH» un potente documentario sul 13° emendamento americano, quello dell’abolizione della schiavitù. Il film denuncia come oggi in America ci sia una percentuale altissima di persone afroamericane incarcerate. La DuVernay, che è una regista di origini afro-americane, attivista prima che filmmaker («Selma»), prende di mira Nixon, Reagan e ovviamente Trump, evidenziando i guasti razzisti del loro operato attraverso una enorme ricostruzione d’archivio. I numeri sono alla fine impressionanti: due milioni e mezzo sono le persone in carcere negli States. Di questi, il 40% è afro-americano.
«Life, Animated», tratto dal libro del Premio Pulitzer Ron Suskind «Life, Animated: a Story of Sidekicks, Heroes, and Autism», affronta con il linguaggio dell’animazione il tema dell’autismo. Il film di Roger Ross Williams racconta la toccante storia di Owen Suskind, figlio dell’autore del libro, che all’età di tre anni ha iniziato a manifestare i sintomi di una grave forma di autismo. Chiuso in se stesso, incapace di elaborare le proprie emozioni, Owen trova proprio nei film Disney un tramite per fare breccia nella barriera che lo separa dal mondo, sviluppando un modo del tutto alternativo di esprimersi attraverso la voce dei suoi eroi.
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