“Eccezionale veramente”, ridere è una cosa seria
Su La7 la seconda stagione del programma con Diego Abatantuono e Selvaggia Lucarelli
MILANO. Ridere è una cosa seria: sta in questa frase – targata Paolo Ruffini – il senso di “Eccezionale veramente”, il talent per comici di La7 che venerdì inizierà la sua seconda stagione. Una sfida lunga dodici puntate, dalle selezioni alla finale, in cui i concorrenti saranno valutati da una giuria che anche quest’anno vedrà protagonisti, assieme all’attore livornese, Diego Abatantuono e Selvaggia Lucarelli. Al loro fianco, inoltre, ci sarà un quarto giudice che varierà di settimana in settimana, e che potrà anche ripescare i concorrenti: tra loro Enzo Iacchetti, Elio, Fabio De Luigi e Alex Zanardi.
Sono due le novità principali della seconda edizione, che è stata presentata nell’insolita cornice di una storica balera di Milano. Innanzitutto la conduzione, passata dalle mani di Gabriele Cirilli a quelle di Francesco Facchinetti, che – Abatantuono dixit - «ha un grande talento: riesce a farsi prendere in giro senza mai offendersi».
L’altra è lo spazio dedicato al backstage, dove - ha detto Facchinetti – «succedono molte più cose di quelle che poi si vedono sul palco, e talvolta parecchio divertenti, perché i comici si sentono più liberi di dire e fare quello che gli pare: e vi garantisco che ne stanno capitando di tutti i colori». A dialogare con i concorrenti dietro le quinte, stimolandoli e incoraggiandoli, sarà il vincitore della prima stagione, il palermitano Roberto Lipari: «un talento straordinario che abbiamo deciso di continuare a far crescere e ci fa piacere avere con noi nel programma», ha ricordato Maurizio Totti, produttore del talent con la Colorado film. E così come Lipari, anche il vincitore di quest’anno sarà premiato con un contratto biennale per il cinema e la tv del valore di 100 mila euro.
“Eccezionale veramente”– sostiene Abatantuono – «funziona come una palestra, un po’ al modo del Derby, il cabaret dove ho cominciato io: diamo la possibilità ai comici di presentarsi e provare il loro pezzo in pubblico, e cerchiamo di far emergere i migliori. Tra noi giudici, poi, c’è un’aria familiare che spero il pubblico potrà apprezzare».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google