La Nuova Sardegna

Leonardo Sole, un poeta sperimentatore

di MARIO LUBINO

Tre anni fa la scomparsa del docente universitario e drammaturgo che ha cambiato il linguaggio del teatro sardo

3 MINUTI DI LETTURA





MARIO LUBINO. Con Leonardo Sole, scomparso il 24 febbraio di tre anni fa, il teatro sardo ha perso un grande innovatore del linguaggio drammaturgico. Molteplici sono stati gli allestimenti dei suoi lavori che la Compagnia Teatro Sassari ha messo in scena sin dagli anni Ottanta con la sapiente regia di Giampiero Cubeddu, anche lui purtroppo prematuramente scomparso e penso che quello che distingueva Sole come drammaturgo fosse il fatto che nelle sue opere realtà empirica e mondo ideale facevano parte della medesima esperienza di vita.

Il suo teatro, anche quando svela la psiche malata dell'uomo, gli incubi, le ossessioni, la crudeltà e il dolore, ha la capacità di rovesciare le situazioni spesso attraverso un umorismo intriso di sottile ironia. Un teatro che non ricerca mai nello spettatore consenso o ammirazione, anche quando (e capita spesso) la ottiene. Commedia e tragedia, così come amore e odio, dolore e gioia, sono il rovescio della stessa medaglia. La sua produzione ha dei punti in comune con il teatro che definirei “della esistenza”. Pur partendo da una forma tradizionalista, che affonda le sue radici nell'autentica cultura sarda, riesce, pur inglobandola, a modificarla nel linguaggio in un teatro che tiene conto della lezione di Joyce, di Pirandello. Ci troviamo di fronte a un poeta, a un artista che non ha paura del fallimento, perché non accetta compromessi. Concetto cardine della poetica di Leonardo Sole è la frattura fra il mondo di ieri, che aveva basi culturali solide, e quello di oggi, che nega il passato senza riuscire a comunicare nuove certezze. Nei suoi lavori teatrali quello che colpisce è la sperimentazione sul piano del linguaggio: rivestono una grande importanza l'uso sia della lingua sarda (come una grande lingua ricca di poesia) sia di quella sassarese che pure viene tacciata spesso dalle accademie come dialetto o vernacolo. Le sue parole sanno toccare le corde più profonde, sanno trasmettere allegria e anche angoscia. I suoi personaggi gridano il proprio bisogno di comprendere il senso dell'esistenza in un mondo pervaso dall'incertezza. Le sue parole danno voce alle osservazioni di alcune figure come quelle di Antiogu in “Occi mei, occi toi” o come quella di Agniru in “Parauri” che descrivono l'aspro e desolato passaggio sulla terra della nostra esistenza. Questi personaggi esprimono come unico baluardo contro la desolazione e l'incertezza, l'affermazione della volontà dell'uomo, del suo spirito e del suo senso dell'umorismo che resistono anche alle oscure profondità dell'abisso in cui l'umanità è sprofondata.

Leonardo Sole sapeva benissimo che nel teatro moderno è possibile discostarsi dall'assioma sostenuto da Roman Ingarden che «il linguaggio drammaturgico rende possibile l'interazione dei personaggi fra loro con il pubblico». Questo sta a significare che la forma dell'espressione dei sentimenti soggettivi può avere un significato oscuro per lo spettatore. Leonardo ci ha insegnato, e qui stanno la sua forza e la sua grande intuizione, che i personaggi possono parlare fra loro senza comunicare, perché il mondo in cui interagiscono si è fatto incomunicabile.

Pur parlando fra di loro, i suoi personaggi adoperano un linguaggio privo di relazioni comunicative. Il disinteresse dei personaggi quando ascoltano è dovuto al fatto che non recepiscono niente perché appartengono a mondi inconciliabili: vedasi il dialogo tra masthr'Antoni e Agniru all’interno della commedia in “Lu viziu di masthr'Antoni”. È un teatro permeato di momenti tragici e di altri di autentica comicità. Le opere di Leonardo Sole ci comunicano quello che egli intende per esistenza umana: l'incompatibilità fra linguaggio e comportamento dei personaggi, l'accettazione e l'indifferenza nei confronti della loro condizione.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Il raid

Undici furgoni a fuoco nella notte: attentato contro un’azienda logistica del sud Sardegna – Le indagini

Le nostre iniziative