La Nuova Sardegna

“S’Arena”, i mitici eroi dell’epoca nuragica

di Fabio Canessa
“S’Arena”, i mitici eroi dell’epoca nuragica

L’uscita in sala ad Alghero del film del regista Mauro Aragoni, con il rapper Salmo nei panni del protagonista

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ALGHERO. Aspettando il lungometraggio, ecco un corto per far conoscere il progetto. Mauro Aragoni, il regista, definisce “S’Arena” un assaggio di quello che vuole mostrare con “Nuraghes”, film che ha in testa da tempo. Le premesse perché il suo sogno diventi realtà a breve ci sono tutte, grazie anche a un gruppo di lavoro già rodato che ha dimostrato di credere fortemente all’idea tanto da aver collaborato gratis alla realizzazione del cortometraggio che da circa un mese Aragoni sta portando in giro nelle sale sarde e non solo. Nei giorni scorsi, prima tappa nel nord dell’isola con la proiezione a Sassari per le scuole, all’Istituto d’arte, e ad Alghero al cinema. Un Miramare affollato in entrambe le proiezioni in programma, segno della curiosità per questo progetto che attinge a piene mani dalla tradizione e dal folclore della Sardegna: «Da questo punto di vista – sottolinea il regista – abbiamo un patrimonio così ricco che non basterebbe nemmeno una trilogia come “Il Signore degli anelli” per riuscire in qualche modo a raccontarle tutte».

Già nel corto “Nuraghes S’Arena” si capisce bene lo stile e come si vuole sviluppare l’idea del richiamo alla storia e ai miti dell'isola. Il film, che si può inserire nel genere fantasy con sfumature horror, prende ispirazione dalla civiltà nuragica. Si ritorna dunque all'età del bronzo, con un accurato lavoro sui costumi, svolto da Andrea Loddo a partire dallo studio dei bronzetti nuragici, e di ricostruzione architettonica con gli effetti speciali opera di Alessandro Fele.

Un grande impegno di pre e post produzione, come racconta bene il making of mostrato al pubblico algherese dopo la proiezione del cortometraggio con protagonista Salmo nei panni di un guerriero che vuole vendicarsi e uccidere l’assassino della figlia, interpretato da Michael Segal. Per questo affronta un lungo viaggio per poter partecipare a un sanguinoso torneo che si svolge in un’arcaica arena di sabbia, come si può vedere dalle spettacolari riprese dall’alto con i droni curate da Bruno Cattari ed Emilio Canu (nel territorio di Seui). Ad accompagnarlo il maestro che ha il volto di Ally McClelland, già impegnato come perfomer e coreografo in un importante film di Nicolas Winding Refn: quel “Valhalla Rising” al quale Aragoni ha dichiarato apertamente di ispirarsi per questo lavoro. Come nel lungometraggio del grande autore danese, anche nel corto del regista ogliastrino i dialoghi sono pochissimi. In pratica l’unico a parlare è il personaggio di Ally McClelland, doppiato in italiano da Rodolfo Bianchi (voce di tante star internazionali). Altri evidenti riferimenti sono quelli al cinema di Sergio Leone, con primi piani strettissimi, e di Tarantino con la continua attenzione al particolare e la divisione in capitoli. Non a caso Aragoni ha voluto chiamare la sua casa di produzione Pulp Studio. Dietro anche al corto “Lost in the White” di Alessio Cuboni, proiettato per completare la serata ad Alghero.

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