La Nuova Sardegna

Daniele Cui: «Masterchef, che avventura. Ora farò il cuoco per davvero»

di Roberto Sanna
Daniele Cui: «Masterchef, che avventura. Ora farò il cuoco per davvero»

Il racconto del primo concorrente sardo nel cooking-show: il “mammo casalingo”, geometra disoccupato, si prepara a cambiare vita

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SASSARI. Masterchef non è solo una bella vetrina, è davvero qualcosa che può cambiarti la vita. Anche se esci a metà del percorso, cadendo nella trappola preparata da uno chef giapponese con un gambero messo troppo presto nel brodo. Ma Daniele Cui, 38 anni, geometra disoccupato di Selargius, “mammo casalingo” dei suoi due figli, aveva già deciso che comunque fosse andata la sua partecipazione al cooking-show più famoso del mondo avrebbe avuto un fine più alto: cambiare vita. E ora che la trasmissione, girata in estate e trasmessa in inverno, è giunta alle puntate finali, Daniele conferma quello che aveva annunciato: Masterchef per lui e la sua famiglia ha significato un punto di svolta, il suo futuro è in cucina. Da geometra a chef il salto è lungo ma si può fare, specie se la motivazione ti sorregge. E questo ragazzo, che per certi versi ha rappresentato sempre col sorriso sulle labbra le difficoltà di tante famiglie sarde in questo periodo di crisi, ha dimostrato di essere sorretto da una volontà di ferro.

Come giudichi la tua esperienza a Masterchef e che ricordi ti sono rimasti?

«La mia esperienza a Masterchef la definirei strepitosa, mi ha aperto la mente e mi ha dato consapevolezza per spingermi oltre le mura domestiche. Mi ha lasciato anche tanti ricordi indelebili di persone, emozioni e stati d'animo unici nel loro genere».

Sei uscito a metà del percorso: pensi di aver fatto il possibile oppure ti è rimasto qualche rammarico per non essere andato più avanti?

«Avrei sicuramente potuto dare di più. Sono mancato forse psicologicamente e ho commesso degli errori,ì che sono sembrati agli occhi dei più come gesti di furbizia, ma sono stati dettati da ingenuità e da un mix di tensioni ed emozioni forti... Ho vinto comunque!!!».

Qual è stato Il momento più bello o divertente di questa avventura?

«I momenti belli che ho vissuto durante la registrazione del programma sono stati davvero infiniti. Se poi devo sceglierne uno che ha legato bellezza e divertimento è stato senz'altro quello che ci ha visti impegnati nella prova in esterna disputata nel Sud Tirol dove dopo una previsione metereologica a dir poco sciagurata, ci siamo ritrovati a dover cucinare in un clima, diciamo così, non certo dei migliori.....».

Raccontaci un po' la trasmissione dietro le quinte: che cosa succede durante la settimana, quando i riflettori sono spenti?

«Succede che grazie a persone meravigliose che lavorano a questo programma, si trascorrono 24 ore su 24 a parlare, sperimentare e trasformare ingredienti e materie prime alimentari in piatti, insieme ad amici che come te rincorrono una forte passione».

Carlo Cracco, Bruno Barbieri, Joe Bastianich e Antonino Cannavacciuolo sono diventati dei veri e propri fenomeni mediatici: come sono, conosciuti da vicino, i quattro giudici?

«Sono assoluti pezzi da novanta. Tutti preparatissimi e, come è giusto che sia in un programma come questo, esigentissimi».

E tra loro qual è stato quello col quale hai legato di più durante le settimane nelle quali sei rimasto in gara?

«Il giudice che sentivo più vicino è stato sicuramente Antonino Cannavacciuolo. Si è dimostrato un grande professionista, che anche nelle critiche regalava comunque consigli e rassicurazioni che ci servivano da stimolo per migliorare».

Quando sei stato eliminato e hai lasciato la cucina di Masterchef tutti gli altri concorrenti sono scoppiati a piangere: significa che sei riuscito a farti apprezzare come persona.

«I miei diciannove compagni d'avventura sono stati, sono e saranno sempre presenti nella mia vita, perché durante questa bellissima esperienza siamo diventati una vera famiglia e come tali ci si stima e ci si vuole bene».

Quando sei entrato nella cucina del programma hai detto che ti serviva soprattutto per dare uno scossone alla tua situazione personale e familiare, dopo tre anni da disoccupato trascorsi da casalingo. Ora che tutto è finito, pensi che questa partecipazione a Masterchef potrà davvero aiutarti a svoltare e presto ti vedremo come cuoco in qualche locale?

«Devo crescere molto e sempre mantenendo grande umiltà, però le basi per intraprendere questa nuova strada sono gettate e soltanto il lavoro può portarmi a grandi risultati. Le motivazioni sicuramente non mi mancano e la strada imboccata è quella giusta. Quindi direi che sì, mi rivedrete in qualche locale».

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