Coda premiato anche ad Amsterdam
Un altro riconoscimento per “Bullied to Death” film del regista cagliaritano
SASSARI. Un premio al mese. Questa la media di “Bullied to Death” che dall'anteprima assoluta lo scorso maggio ha iniziato un viaggio in giro per il mondo costellato di importanti riconoscimenti tra Australia, Stati Uniti, Inghilterra, Olanda e Italia. Il decimo è arrivato due giorni fa ed è forse il più sentito dal regista Giovanni Coda, non solo perché è ancora fresca l’emozione dell’ennesimo attestato di stima nei confronti del suo lavoro.
La vittoria dell’Humanity Award al New Renaissance Film Festival di Amsterdam ha un significato speciale per quello che rappresenta il premio ritirato in Olanda dall’aiuto regista Marco Oppo. Testimonia il valore sociale internazionale, nella difesa dei diritti umani contro ogni forma di discriminazione, di un film dalla struttura narrativa altamente innovativa: un cinema sperimentale che mostra un rapporto stretto con la fotografia e in cui gli attori si trasformano in performer. In questo modo Coda ha scelto di raccontare alcune storie di giovani gay, lesbiche e trans uccisi o indotti al suicidio. Con un progetto che parte da un caso di cronaca simbolo: il suicidio di Jamey Rodemeyer, un quattordicenne americano che nel 2011 si è tolto la vita dopo i ripetuti atti di bullismo, a scuola e sul web, ai quali fu sottoposto in seguito al suo coming out.
«Quando abbiamo terminato il film – sottolinea Giovanni Coda – non avrei mai pensato di ottenere tutti questi riconoscimenti internazionali e in così poco tempo. L’impianto narrativo e universale del film, la storia che raccontiamo, ha un forte impatto sul pubblico, ulteriormente travolto dalla forma cinematografica. Il risultato è davvero fantastico, il pubblico si appassiona con reazioni di autentica commozione vivendo in prima persona, ognuno attraverso il proprio bagaglio di esperienze, le vicissitudini dei protagonisti». Soprattutto all’estero, dove “Bullied to Death” ha costruito la sua fortuna in questi mesi, ma non solo. Anche in diverse città d’Italia. Tra queste L’Aquila. Pochi giorni fa è stato proiettato in Abruzzo dove ha partecipato, e vinto il premio come miglior lungometraggio, all’Aquila Lgbt festival in una serata di gala presentata da Vladimir Luxuria. Un film indipendente partito dalla Sardegna, girato soprattutto a Cagliari. La città di Giovanni Coda che si prepara a rendere omaggio al regista con una mostra. Il 16 marzo al Search, la sede espositiva dell’archivio storico comunale verrà infatti inaugurata “Giovanni Coda Exposition”, a cura di Efisio Carbone e di Roberta Vanali, che si configura come un’antologica dedicata ai venticinque anni di carriera dell’artista. Da poco invitato anche negli Usa per una serie di conferenze universitarie sul tema del bullismo omofobico.
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