Addio a Mainardi, la voce degli animali in tv
Zoologo, ambientalista impegnato e divulgatore accanto a Piero Angela: è stato uno dei padri dell’etologia, aveva 83 anni
ROMA. Nel fondo del cuore, era sempre quel bambino curioso che girava le campagne di Soresina, in provincia di Cremona, per scoprire nuovi animali e disegnarli.
Danilo Mainardi era un grande scienziato, uno dei padri dell’etologia, la disciplina che studia il comportamento degli animali. Era anche un volto noto della tv, l’esperto che veniva chiamato sempre quando c’era da parlare di zoologia. Nel 2008 fu ospite del “Bestival” di Tuttestorie a Cagliari dove parlò di natura e animali con Daniel Pennac. Ma in tutte le sue attività, quella scientifica e quella divulgativa, metteva sempre la passione del bimbo innamorato degli animali. Ed era quello che lo ha reso unico. Danilo Mainardi è morto ieri mattina a Venezia, la città dove viveva da vent’anni, professore a Cà Foscari. Aveva 83 anni ed era malato da tempo. La moglie ha raccontato che se ne è andato sereno, sorridendole. L’amore per gli animali glielo avevano trasmesso i genitori, il padre Enzo, pittore, e la madre Maria, una donna venuta dalla campagna.
Mainardi era nato nel 1933 a Casalmorano, in provincia di Cremona, poi la famiglia si era trasferita a Milano. Fin da piccolo si era messo a disegnare animali. Quando durante la guerra era sfollato a Soresina, aveva potuto finalmente osservare dal vivo i suoi soggetti prediletti. La passione lo aveva portato a iscriversi alla facoltà di Scienze biologiche all’Università di Parma e a laurearsi nel 1956 con una tesi in zoologia. Per lui era cominciata una carriera accademica, nel corso della quale aveva scoperto l’etologia. A Parma aveva insegnato dal ’67 al ’92, prima Zoologia, poi Biologia e infine la sua Etologia. Era stato presidente dell’International Ethological Society, direttore della scuola di Etologia di Erice, presidente della Lipu. Al suo attivo aveva 200 pubblicazioni scientifiche.
E poi c’era la carriera di divulgatore, iniziata negli anni Ottanta, sui giornali e in tv. Con un tono semplice e pacato, ma pieno di passione e competenza, raccontava al grande pubblico i segreti del mondo animale. A lanciarlo era stato soprattutto Piero Angela, a Quark e SuperQuark. Un sodalizio andato avanti vent’anni, cementato da una amicizia profonda. Mainardi era sempre stato lontano da posizioni animaliste radicali. Nemico dei circhi e delle corride, non amava gli animali antropomorfi della Disney, sosteneva la dieta vegetariana, ma ammetteva che l’uomo in natura non lo è. Amava la pet therapy, ma non escludeva la sperimentazione sugli animali, anche se sosteneva che andava limitata. In una intervista, aveva detto che gli sarebbe piaciuto reincarnarsi in un uccello, per poter volare. La «sua» Lipu lo ricorda come «un gigante, che ha portato le sue profonde conoscenze scientifiche, naturalistiche ed etologiche nella Lega italiana per la difesa degli uccelli, con un impegno costante».
Per il WWF «era la voce e il pensiero degli animali». Fulco Pratesi ricorda come Mainardi ancora di recente avesse difeso il lupo dall’ipotesi di abbattimenti. Per l’Università Cà Foscari «trasmise la sua passione a intere generazioni».
Mentre Beppe Grillo celebra «una vita a difendere gli animali», per il governatore veneto Zaia «si è spento un sorriso della natura».
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