La magia senza tempo del “Lago dei cigni” conquista il Comunale
In scena a Sassari il Balletto dell’Opera Nazionale di Odessa Un allestimento che resta tutto nel solco della tradizione
SASSARI. Il fascino di uno dei più grandi capolavori del balletto classico, «Il lago dei cigni» ha incantato il pubblico del Teatro Comunale nel secondo appuntamento dedicato alla danza della stagione Cedac. Sul palco il Balletto dell’Opera Nazionale di Odessa, tra i simboli della grande tradizione coreutica dell’Europa dell’Est. La rilettura in scena di Yury Vasyuchenko si ispira alla versione in tre atti e quattro scene di Marius Petipa e Lev Ivanov, su musiche di Pëtr Il’ic Cajkovskij, presentata per la prima volta il 15 gennaio 1895 al Teatro Imperiale Mariinskij di San Pietroburgo.
«Il lago dei cigni», uno dei titoli che ha subito nel tempo maggiori rielaborazioni sia drammaturgiche sia stilistiche, nella versione di Vasyuchenko riscopre la tradizione come struttura portante. Classica, ma con un’impronta moderna di grande efficacia. Immutata resta la nota trama che recupera il lieto fine, introdotto per la prima volta da Asaf Messerer nel 1937. Durante la festa per il compleanno del principe Siegfried la madre ricorda all'erede il dovere di prender moglie. Più tardi sulle sponde del lago il giovane assiste alla metamorfosi delle fanciulle-cigno, che al tramonto riprendono sembianze umane vittime dell'incantesimo del malvagio Rothbar, innamorandosi della loro regina: Odette. Al ricevimento in cui dovrà scegliere la sua sposa si presenterà però, con le sembianze di Odette, la figlia di Rothbard (Odile) e il principe ingannato la chiederà in moglie. Nell'epilogo una volta scoperta la verità Siegfried si precipita a cercare l'amata e sconfitto Rothbard spezza il sortilegio L'impegnativo doppio ruolo di Odette/Odile è interpretato dalla prima ballerina del Balletto di Odessa, Maria Polyudova, un'artista che illustra perfettamente la duplicità del personaggio grazie ad una duttilità che la porta ad eccellere sia negli aspetti drammatici che in quelli lirici.
La raffinata Odette (cigno-bianco) delinea la sua anima dolce e appassionata in delicati arabesque e attitude che si trasformano in fremiti dal guizzo più nervoso negli assoli del cigno nero (Odile). Si esprimono così in scena le due anime cangianti del femminile: grazia suadente e fascino aggressivo. La versatile interprete ha ricevuto un caloroso riscontro di pubblico che ha applaudito ogni singolo quadro dello spettacolo. Ma a coinvolgere per oltre due ore la platea in una miscela rarefatta di armonia, musica e sogno non sono solo gli eleganti assoli di Polyudova e i sensuali pas de deux con il suo principe Siegfried: un impeccabile Vladimir Statnyy.
Magnetica sul palco è anche la figura dell’antagonista maschile, il mago Rothbart, un bravo Dmytro Sharai dalle movenze sinuose e plastiche, e la guizzante performance di Stanislav Varankin nel ruolo di Jester (il buffone). A suggellare lo spettacolo la perfezione tecnica del corpo di ballo in particolare nell'ipnotica armonia dei celeberrimi Pas de quatre e Danses des petits cygnes.
Nel finale gli applausi scrosciano copiosi sui protagonisti. Si replica questa sera all’auditorium del Conservatorio di Cagliari.
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